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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
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 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

News

 

Pronti...via... si parte... ritrovo h. 11 Stazione Termini, destinazione Cortina. Siamo in tre, ma l'Aquila sulle maglie e sulle borse ci rende così fieri che sembriamo trecento. Molti ci notano. I Laziali ci omaggiano di un bel sorriso, l'altra sponda abbassa la testa. Angelo sembra in gran forma. Io e Giovanni... come se fossimo ancora sotto le pezze. Con Italo letteralmente si vola. In poche ore arriviamo a Venezia Mestre. Auto a noleggio e via verso la residenza laziale di Selva di Cadore (una spettacolare bifamiliare by Giovanni). Tra le Dolomiti e la splendida natura che ci circonda, poco prima di arrivare, notiamo una vera opera d'arte di legno che raffigura la testa di una maestosa Aquila. Giovanni, alla guida, non ci pensa su due volte e quasi in testa coda fa inversione di marcia. Posiamo con la nostra bandiera per le prime foto della trasferta. Non potevamo rinunciarci. Angelo si lamenta e lo farà più volte durante la "missione", della guida da rallysta di mister John. Ma almeno arriviamo in fretta. La residenza laziale è perfetta. Posiamo le borse e subito una bella perlustrazione del posto. Panorami mozzafiato e 5 km di scarpinata in quota da far piangere i polpacci. Mi lamento e faccio presente ai due entusiasti montanari che io ho nelle gambe 2 gare settimanali e non avrei voluto dover tornare indietro a quattro zampe. I "prodi" posano davanti al mio super Nokia 8 doppia lente Zeiss che li fa sembrare due "Spartani". Amplificata dall'aria frizzantina, la fame si fa sentire. Nei dintorni, in alta quota, non c'è traccia di cacciagione... e non avendo la minima idea di come procurarcela... dirottiamo sull'unico superminimarket di Selva, per non fare la fame. Speck e formaggio del posto ci rimettono in forze. Ma è solo un aperitivo. Mister John esperto di queste lontane terre ed in particolare di luoghi di culto culinario... o meglio... dove "se magna e se magna bene... il prezzo non conta" ci conduce con la nostra utilitaria ormai trasformata in una "Delta turbo integrale modello rally a tutto gas" alla "Grande guerra", ristorante tipico tutto legno nella meravigliosa cornice di Alleghe. Quando usciamo sul led dell'entrata appare la scritta chiuso per approvvigionamenti. A stento riusciamo a rientrare in macchina e tornare alla residenza laziale per goderci la prima meritata e silenziosissima notte di riposo. Anche se qualcuno un po' ronfava. La mattina svegli e pieni di energia, ma... , si parte per la splendida Alleghe per l'allenamento del giorno pre-gara. Angelo appare subito scintillante. Io e Giovanni sembriamo due orsi intossicati che oscillano nel tentare un accenno di corsa. Dopo 5 km di saliscendi e rotolamenti nel bosco, faccio presente, in particolare al prode "Spartano" Angelo che è meglio non esagerare, altrimenti il giorno dopo, 30 km, di cui 15 in salita, non li facciamo nemmeno in calesse... e poi è anche caldo! Sembro Pinocchio. Nel senso che le mie gambe sono due pezzi di legno, appena forgiati da Mastro Geppetto. Giovanni non è da meno. Angelo continua invece a zompettare come un purosangue imbizzarrito. Nella storia echeggieranno le sue parole: "a regà..ma che non ce la fate...state proprio a pezzi". Decidiamo finalmente di terminare la sessione di allenamento e puntiamo verso un punto balneabile del fiumiciattolo che scorre nei dintorni di Alleghe, per dare refrigerio ai due tronchi che ci sostengono. Mi immergo fino alle parti basse. L'acqua è gelida ma passata la rasoiata iniziale, le gambe riprendono magicamente vigore e posso così dimenticare la favola del Collodi. Che faranno gli altri due amici laziali? I loro piedi sembrano dei salmoni affumicati che risalgono la corrente ma decidono che è più bello rimanere a prendere il sole piuttosto che godere dei benefici di 10 minuti di gelo.  IMG 20180602 110240Back to home e pieno di speck e formaggi locali per dare un senso al nostro training mattutino. Nel pomeriggio andiamo alla conquista della rinomata Canazei. Arriviamo ed anche qui non c'è quasi traccia di essere umani.
Avvistiamo una pasticceria aperta che tra le varie insegne ostenta la scritta "di nostra produzione". Ci sediamo fuori. Arriva la cameriera ed ordiniamo un mega strudel della casa. La cameriera ha un attimo di esitazione e con timore ci dice è "quasi finito tutto" non abbiamo strudel. Osservo il volto del prode Angelo che in pochi attimi si trasforma da quello di un guerriero spartano al volto di un bambino a cui togli il giocattolo preferito dalle mani. Decidiamo di trovare approvvigionamenti in altro luogo. Incredibile ma vero poco distante avvistiamo un altro bar pasticceria più grande e bello del precedente. E' tutto più gradevole... anche la cameriera... "bona" (lo sarà anche il conto) che prende la comanda. C'è tutto, anche il mega strudel che sogniamo da ore (anche se non di frolla come gradisce il prode Angelo). Foto e si torna.
La gara si avvicina. Comincio a sentire le vene dei polsi tremare...no è la vibrazione del mio Garmin che mi avvisa che il riposino pomeridiano è da stoppare altrimenti la notte non si chiude occhio. Passeggiata in paese... attenzione avvistiamo un essere umano che si avvicina e posso assicurarvi che in questo periodo a Selva è un grande evento. La sera si inizia a fare sul serio. Si parla di tattiche di gara. Partire piano... per arrivare... arrivare almeno alla prima zona con presenza umana per eventualmente trovare un conforto. Lo "spartano" Angelo ora predica molta prudenza in contraddizione con il suo brillante allenamento pre-gara. Anche John, che come Angelo di Cortina-Dobbiaco ne ha masticate già diverse, predica molta prudenza per i primi 15 km di arrampicata fino al passo... io ho gli occhi identici a questa emoticon 😲 e dentro di me penso, permettetemi il francesismo "me cojoni". Si dorme... ovvero passo buona parte della notte a pensare su come procurarmi un biglietto della seggiovia Cortina-Passo Cimebanche, pur essendo fuori stagione, evitando lo strazio dei 15 km di arrampicata iniziale... poi però mi faccio coraggio e mi convinco a dormire... e vibra in quel momento il Garmin. È ora di alzarsi. Bene non ho dormito una "ceppa"! John ed Angelo sono già in piedi. I loro polsi tremano... e non hanno il Garmin...si vede dal loro sguardo che il pre-gara si fa sentire. Io stranamente, malgrado il tendine d'Achille dx che grida vendetta, forse anestetizzato dalla notte insonne, non provo nulla. Freddo come l'acqua del torrente di Alleghe. Si vola verso Cortina con la nostra Delta turbo integrale.

Si arriva al mitico Palazzetto del ghiaccio di Cortina, teatro di tanti film cult anni '80. Tanti atleti. Tutti colorati. Adesso se la ridono tutti. Avrei voluto rivedere i loro volti uno ad uno al 25° km. Per quelli che al 25° Km avranno la fortuna di arrivarci. Prendiamo i pettorali ed incontriamo un altro prode laziale Gianluca Gaudioso in missione a Treviso, ma romano come noi. Sembra un alpino. Veste una tuta tutta bianca, tipo CSI o RIS per intenderci. È simpatico e cordiale come tutta la gente laziale. Vestiamo la nostra mitica canotta con l'Aquila e subito foto con il nostro vessillo. Usciamo dal palazzetto. Il tempo è bellissimo. In lontananza si vedono chiaramente le cime delle Dolomiti ancora in parte innevate. Temperatura gradevole. Ci schieriamo nelle griglie. John, Angelo e Gianluca hanno il pettorale azzurro. Io che partecipo per la prima volta quello giallo.. vengo schierato nelle retrovie... mi guardo intorno... nella mia griglia tutti runners allo sbaraglio, tranne qualche rara eccezione. Davanti a me tutte le altre griglie, duemila, tremila persone. Azzzzz... Lentantamente veniamo condotti come un branco di pecorelle verso il centro della splendida Cortina e quindi la partenza. Sgomito un po' per guadagnare almeno le prime posizioni di questa griglia.. ultima più che mai. Dietro di me sento una voce misto italo-tedesca che si lamenta come me per la griglia assegnata. Facciamo subito amicizia. È bionda e simpatica. Viene da Brunico. Sulla quarantina. Flora. Parla meglio il tedesco che l'italiano. Ma ci intendiamo subito e ci alleiamo per conquistare subito le prime posizioni per superare più gente possibile all'inizio e non perdere tempo. Partono le griglie davanti a noi... sembra passare un'infinità di tempo... in realtà sono solo 5 minuti... partiamo anche noi. Ai lati c'è tanta gente e tanti bambini che ci incitano. Capiamo subito che sarà dura. Strada stretta fin da subito. Ed i runners davanti a noi... tantissimi e comunque da lodare per il coraggio, che sembrano degli ippopotami, lentissimi. Io davanti e Flora dietro superiamo nei primi km centinai e centinai di corridori troppo lenti. Sgomitiamo nel limite del consentito per passare. Io ho la musica a palla sul mio Smartphone senza cuffie e questo ci aiuta un po'. È subito bella salita. Non da poco. E lo sarà così per 15 km. Sento fin dall'inizio tanta gente in affanno. Io, scusatemi, per i primi km non riesco neanche a sudare. Malgrado cerchiamo di aumentare il ritmo non riusciamo a superare i 5' 30". C'è troppo traffico. Molti sono gentili e sentendoci arrivare si spostano. Altri forse per la fatica non si spostano. Intorno al km 5 raggiungiamo gli altri prodi Laziali che vanno prudenti ma cmq ad un discreto ritmo. Più avanti fino al 10' km la situazione migliora leggermente ma per superare bisogna passare per i bordi della pista con il rischio di finire giù per la vallata. Forse per il ritmo basso non sento nessuna fatica e siamo già al 10° km. Dimenticavo, dopo alcuni km l'asfalto lascia il posto allo sterrato che comunque è ben percorribile, vanno bene le scarpe da running. Intorno il panorama è splendido. Cime, laghi... Per chi conosce le Dolomiti, correre una gara del genere è bello (sembra quasi di sognare)!IMG 20180603 124229
L'organizzazione è buona. Ogni 5 km i ristori ben posizionati e ben forniti. Non bevo (grave errore... lo pagherò in seguito) ma preferisco farmi una bella doccia fresca al volo con l'acqua che mi passano. Non è caldissimo. Però una rinfrescata ogni tanto mi fa bene. Dai 10 ai 15 la musica non cambia. Ancora tanta gente più lenta davanti e difficile da superare per la strada che prima del passo è ancora più stretta. Sto intorno ai 5' 20" al km. Stanchezza poca. Mi giro e con rammarico non vedo più Flora. Probabilmente ha rallentato. Di bello anche le gallerie. Purtroppo nella prima, in un punto poco illuminato ho letteralmente tamponato una ragazza minuta che non ho proprio visto. L'ho abbracciata per non farla cadere. Gli ho chiesto scusa e sono ripartito. Si arriva al Passo. Significa fine della salita. Stiamo a poco più di 14 km, non 15. Meglio. Parallela alla pista dopo tanta foresta la strada. Tante macchine ferme che malgrado l'attesa forzata incitano e si congratulano con i runners. Tanti scendono per darci il cinque. Sembra il Giro d'Italia. I bambini, tanti, i più felici. In discesa, subito ripida, bisogna fare attenzione. Le gambe ed i muscoli si devono riadattare al cambio netto di pendenza. Il terreno è anche peggiorato. Qualcuno purtroppo va lungo. Ma niente di grave. Cerco di spingere per abbassare la media. Il traffico è sempre intenso. Ma in alcuni punti la strada è un po' più larga. Dopo il primo km scendo finalmente sotto i 4' al km. All'improvviso mi sorge un dubbio. Ma quando mi arriva la botta? Di quella che ti rallenta a mo di bradipo. Siamo intorno al 19° km. Ancora niente. Stanchezza poca. E allora tutte le paure e la notte insonne... Vabbè meglio così. Dal 20° km la pendenza diminuisce. Arrivo al ristoro e per la gran sete bevo troppo in fretta e troppa acqua. Ed era troppo fredda. Mi rallenta molto. Mi viene il mal di pancia. Di colpo escono fuori i timori di non farcela. Finora non avevo mai corso più di 21 km. Non mi aiuta vedere intorno i runners, che dalla spavalderia iniziale sono passati ad uno stato più simile a zombies che vagano senza meta che ad essere umani che corrono tra le splendide Dolomiti. Le gambe si appesantiscono. Mi gioco la carta del gel. Ne sorseggio un po'. Lo "risputo" subito... "che schifo"! Mi incavolo. Dentro di me dico non posso rallentare. Forzo l'andatura. Con fatica ma vado. Arrivo al fatidico muro del 25° km. Intorno a me vedo, tranne rare eccezioni, morti viventi (non me ne vogliano tutti i coraggiosi 3500 runners che hanno partecipato) ;). Le gambe girano di nuovo. Al ristoro prendo due bottigliette e mi faccio una vera doccia. Il caldo si fa sentire. Inizio a tirare di nuovo favorito dall'aumento della pendenza, in discesa. Sento le campane "dobbiachesi...si dirà così". Supero molti runners, vado sui 4' al km, ma la media è scarsa... 5' 15". Finisce la discesa... si passa per un prato tipo villa Pamphili e subito dopo l'asfalto che porta al centro del paese. Tiro per recuperare ma è troppo tardi... sono già all'arrivo. E subito una famiglia di Laziali con dajeeeee Lazio tra il pubblico. Mi danno la mano... si congratulano e mi dicono che sono uno dei primi gialli ad arrivare (il pettorale). Magra consolazione. Chiudo in 2h e 37 ca. A 5' 14 di media. Comunque Felice. Boooom un flash... e subito penso agli altri Amici Laziali... e Flora, la mia compagna di corsa?. A mano a mano arrivano tutti. Provati ma felici. Penso... che esperienza.. non ha prezzo! Malgrado sembriamo appena usciti dal cast "Zombies... la vendetta"... tutti sorridono. La nostra mente si risolleva in fretta. Si passa dal pensiero che ci "mordeva" durante la corsa "ma chi me lo ha fatto fare" a "quando si corre la prossima gara". Tutti fieri con la bella medaglia al collo e tante foto. Da questo momento in poi è solo festa. Il "campo base tirolese" è organizzato alla grande. Ci sono spogliatoi e docce mobili. Poi grossi tendoni ristorante tipo "Oktober Fest", dove io e i prodi John ed Angelo ci spolpiamo subito un polletto intero arrosto a testa e tante patatone fritte. Loro si tuffano nella birra. Io che non ho confidenza con l'alcool, solo una coca. Il trasferimento della truppa a Cortina è ben organizzato con pulmann ogni 15'. Durante il viaggio si scambiano tante impressioni ... sembriamo tutti super eroi... dimenticandoci che per lo stato in cui stavamo durante la gara, ci hanno appena scritturato in massa, per girare non "superman" ma il nuovo movie "from runners to zombies". Auto e facciamo tappa in un bellissimo rifugio sul Passo Giau. Ho dimenticato le nike di ricambio e non potendo indossare le nimbus della gara, completamente "zuppe", infilo le infradito e chi se ne frega... diventerà una barzelletta appena gli amici laziali vedranno le foto sulle chat di wup. Torniamo alla residenza laziale di Selva. La missione in terre tirolesi dei tre prodi laziali non è ancora terminata. Ora solo gioie e cibo. Ma è Domenica e nel pomeriggio troviamo il tempo per ringraziare il Signore e partecipare alla messa del paese. Ero un pò che non andavo in chiesa e devo dire che la benedizione del Signore fa sempre bene. Il programma della serata prevede mega cena a Corvara in un ristorante suggerito come al solito da Mister John. Ma la scelta non è casuale. Li lavora una Lazialotta... Francesca, che ha preferito abbandonare la Roma monumentale per vivere in queste lontane ma bellissime e pure terre tirolesi. Mangiamo alla grande. Ci fa riprendere energie e sorriso, dopo le fatiche di corsa. E' contentissima anche la proprietaria in abiti tirolesi, sempre gentilissima, in particolare quando paghiamo il conto. Franceschina è felice di rivedere vecchi amici laziali (John ed Angelo... io non avevo avuto ancora il piacere di conoscerla) e parla a raffica. Probabilmente i tirolesi sono in gamba ma non molto loquaci e così lei parla tantissimo con noi e ci descrive minuziosamente la sua nuova vita montanara.IMG 20180603 124155
Si fa tardi, la accompagniamo nella sua residenza di Corvara e torniamo a Selva per goderci finalmente la notte di riposo. Sarà l'aria, sarà l'adrenalina della corsa, mi sveglio stranamente presto, intorno alla sette, fresco e riposato. John ed Angelo sono ancora "apparecchiati" a letto. Che faccio? Sento le gambe rigide... molto rigide. Tuta e fuori a godermi la bellissima natura. Corsetta di rigenerazione e scarico e poi stretching con vista meravigliosa sulle cime dolomitiche. Non è un sogno sono sveglio... si proprio sveglio. Torno alla residenza e trovo "svegli" i due prodi laziali con occhi da panda... spenti. "Nn do sei annato". Le loro parole. ed io "a corre" o meglio a sciogliere le gambe.
Purtroppo arriva il momento più difficile della missione... non un'altra 50k ma le borse ed il ritorno a Roma. Nell'hard disk della mia mente rimane un bit memorizzato che dice "il prossimo anno ci sarò di nuovo!"
Infine un ringraziamento ai miei due grandi compagni di viaggio... di risate... di abbuffate... di grande fede laziale. Grandi John (Giovanni) ed Angelo....ed anche a chi crea le griglie della Cortina-Dobbiaco... 😁

Dj

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La SS Lazio Atletica è lieta di comunicare a tutti i nostri atleti e famiglie una iniziativa degli amici della ASD SenzaFretta e coordinata dal nostro Emanuele Gallo.

Come da diversi anni, Pietro Laurenti, Assistente Capo della Polizia, coadiuvato dagli amici dell'ASD SenzaFretta e con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato, organizza un evento di sport, riflessione, preghiera e beneficenza. Un pellegrinaggio in bicicletta, che partendo dal Distaccamento della Polizia Stradale di Carsoli e tagliando le carrarecce ed i sentieri della transumanza della dorsale appenninica tra Lazio e Abruzzo
ci condurranno fino al Santuario della Santissima Trinità. 
Lungo il tragitto è prevista la presenza di volontari e mezzi specializzati per l'assistenza meccanica e medica.

Arrivati al Santuario, sarà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti un pranzo al sacco, dopo il ristoro ci recheremo tutti insieme al Santuario per un momento di preghiera e per ascoltare l'intervento del nostro amico Fabio Cortellesi che ci racconterà delle difficoltà e dei disagi che tutt'oggi vivono le famiglie della zona di Amatrice.
Al termine della messa, liberamente ogni partecipante potrà devolvere un'offerta che sarà interamente devoluta a Fabio Cortellesi, il quale si occupa personalmente del sostegno di decine di persone colpite dal dramma del terremoto, bisognose di aiuto e solidarità.


Gonfiate le gomme, lubrificate le catene, scaldate i muscoli, anche quest'anno Vi aspettiamo per passare insieme una giornata di Sport e Preghiera. Immersi tra il verde e le montagne del Parco dei Simbruini, pedaleremo, faticheremo tra strade bianche e sentieri sino  ad arrivare a Valle Pietra, tutti insieme, al Santuario della S.S. Trinità. Anche quest'anno al fianco dei nostri amici fraterni, Francesco Riti e Fabio Cortellesi per aiutare le famiglie colpite  dal dramma del terremoto. Noi ci siamo e non li dimentichiamo! E allora come direbbe Fabio: "La Forza e il Coraggio" sia con tutti Noi! Un abbraccio


Programma del Pellegrinaggio

Sabato 9 giugno

ore 07:45: Ritrovo presso il Distaccamento della Polizia Stradale di Carsoli (AQ);ore 08:00: Benedizione;
ore 08:15 Partenza;
ore 12:30: Arrivo previsto al Santuario della SS. Trinità di Vallepietra (RM);

Celebrazione rito religioso;ore 12:30/13:00 Ristoro;

ore 13:15/14:00 Momento di preghiera;
ore 14:00: Ritorno;
ore 16.30: Arrivo al Distaccamento della Polizia Stradale di Carsoli (AQ).

Perché fare il pellegrinaggio?

Il pellegrinaggio è un’esperienza religiosa universale.
Nel recarsi in un luogo sacro l’uomo esprime la sua condizione di precarietà.
Il pellegrinaggio rimane un gesto che si comprende solo a partire dalla fede.
Chi intraprende un pellegrinaggio, in fin dei conti, si attende di tornare in qualche modo cambiato. A chi è rivolto l’invito?
A tutti coloro che sono disposti a faticare in una esperienza di fede.
Adesioni

Per aderire inviare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. contatto: 331.37 25926 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. /Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. contatto al 380.1534925 entro il 6 giugno 2018. Vi aspettiamo.

 
 

Il 2 giugno 2018 a Lecco si è svolta la 9 edizione della skyrunningResegup, percorso di 24 km con un dislivello di 1.800 D+.

1200 gli iscritti alla manifestazione. TONY TAMUSSIN chiude la prova in 3h 29m 57s posizionandosi 245 assoluto, con un granrecupero nel tratto in discesa dalla vetta del Resegone al lungolago della città

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Nelson Mandela diceva che sembra sempre impossibile farcela. Finché non ce la fai.

Mi è spesso venuta in mente questa frase, vedendo correre mio figlio; anzi, mi viene in mente ogni volta che lo vedo arrivare al traguardo tirando fuori le ultime energie per uno scatto finale. Si, perché lì, a guardarlo, ci sono genitori, organizzatori e Direttori sportivi, ci sono io che lo aspetto per incitarlo e dirgli quanto sono fiera di lui, ma soprattutto ad attenderlo c'è Biagio, il suo allenatore, la persona che più di chiunque altro ha saputo infondere in lui il coraggio per provarci. E la capacità e la motivazione per arrivare fino in fondo, sempre.
E sono gli occhi, il sorriso e l'abbraccio del suo allenatore quelli che lui cerca, perché quella è la ricompensa che vale tutta quella fatica, ancora più della sua stessa soddisfazione, ne sono certa.
Mio figlio è arrivato alla S. S. Lazio Atletica Leggera due anni fa, su indicazione di una meravigliosa amica che sapeva che dispiacere fosse per me il fatto di non riuscire, una volta abbandonato il nuoto praticato per anni, a trovare uno sport che lo appassionasse.
E così mi ha presentato Biagio, che pochi giorni dopo ha visto arrivare alla Farnesina un quindicenne troppo magro, scoordinato e un po' spaesato. Il suo primo approccio? Dargli il benvenuto abbracciandolo, e guardarlo negli occhi con affetto e dolcezza mentre gli spiegava l'allenamento che avrebbe dovuto fare, correndo le prime volte insieme a lui e facendogli sentire costantemente la sua vicinanza. 
Già, perché pur non sapendo quasi nulla della sua storia, ha capito che questo era ciò di cui lui aveva bisogno. Di più, era l'unico modo per tirarlo fuori dal suo guscio e far sì che si fidasse e si lasciasse andare. Lui, così chiuso in se stesso e così difficile da "conquistare", con quei suoi quindici anni a tratti bellissimi e a tratti difficili. E tutto il resto è venuto dopo, il corpo troppo esile che iniziava a mostrare i primi muscoli, quella corsa così scoordinata che diventava composta ed efficace, la stanchezza dopo la scuola, o la pioggia o il freddo che inizialmente erano motivo valido per rimanere a casa, che sparivano di fronte al desiderio di ritrovarsi su quella pista a correre e ad allenarsi  con i suoi compagni. E nel tempo gli ostacoli, utilizzati inizialmente solo per gli esercizi sono diventati parte dell'allenamento e sono oggi corsa sull'ostacolo, fluida e priva di esitazione. Come lo è il salto in lungo, che incuteva tanto timore e davanti al quale ci si fermava, che oggi viene affrontato senza alcuna paura. Una crescita e dei miglioramenti incredibili, perché in questi due anni nulla è stato lasciato al caso: la competenza, la professionalità e la preparazione tecnica sono sempre state affiancate dell'attenzione a tutti gli altri aspetti, non meno importanti, anzi.
Perché tutti noi conosciamo le insicurezze e le difficoltà dell'adolescenza, che ci preparano alle prove che verranno nella vita, ed è per affrontare queste prove che ognuno di noi spera di dare ai propri figli gli strumenti migliori.
E se è vero che superare gli altri vuol dire avere la forza, ma superare se stessi è essere forti, allora ho la gioia di pensare che mio figlio abbia incontrato le persone giuste e sia sulla strada, anzi, sulla pista giusta!
Ed oggi sono felice di aver condiviso con chi avrà tempo e voglia di leggerla questa nostra esperienza bellissima e fortunata, come sono felice di poter ringraziare la S. S. Lazio Atletica Leggera fatta di persone che tanto si spendono per il benessere e per una crescita sana dei ragazzi, che investono le proprie energie e il proprio tempo libero in un'attività che rende possibile tutto questo, ricompensati dell'entusiasmo, dai successi e dalle gioie dei ragazzi. Che ricevono così tanto non solo a livello sportivo e di formazione, ma anche in termini di sicurezza in se stessi, di affetto e di condivisione da sentirsi parte di una famiglia.  Vero, "papà Biagio"?