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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT28F0311139242000000092571 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

Il ponte del 25 aprile si è corso in tante belle città e capitali d’Europa come Londra, Madrid o Vienna ed io non avevo avuto quindi dubbi a scegliere: Belgrado. La capitale serba per festeggiare la trentesima edizione della sua 42km organizza, potremmo dire, una versione “deluxe”: non più due giri uguali di 21km come gli anni precedenti, bensì un veloce tracciato cittadino, che si sviluppa soprattutto nel quartiere residenziale di Novi Beograd con tanto di passaggi sopra il fiume Sava, affluente dell’immenso Danubio. Arrivo in città alla vigilia della gara, ad accogliermi c’è pioggia e vento gelido, ottimo, ci sarà da divertirsi! L’expo della manifestazione è situato all’interno dell’ostello della gioventù, molto spartano, ma carino. Qui a Belgrado i giovani sono tantissimi, ovunque, noterò (a prima vista almeno) che anche la gara ha una percentuale di partecipanti under 30 ben superiore a quella italiana, a conferma del culto dello sport che hanno in questa regione (esiste ad esempio, il “Novak shop” negozio dedicato esclusivamente al tennista Djokovic). Ritirato il pettorale e stretta la mano al nostro campione olimpico Baldini, padrino dell’evento, gli do giù a pranzo con una bella grigliata mista mentre m’accontento di una misera fettina di pollo con una specie di purè a fianco per cena. La notte, come ogni vigilia, dormirò pochissimo e male, dalle 3 in poi è purtroppo un continuo dormiveglia, mangio la colazione alle 7, ed attendo la partenza che è alle 10 proprio sotto il mio albergo. “La corrente fredda proveniente dai Balcani” che siamo soliti sentire al nostro meteo, non accenna a diminuire; sono indeciso sull’abbigliamento, servirebbe almeno la maglia termica, ma dopo il riscaldamento decido invece di togliere tutto. Sono felice di essere lì e voglio dare fiducia alla giornata: via guanti, fascetta e manicotti e su occhiali da sole e cappellino, scelte che si riveleranno poi azzeccate. Bang! In un volteggiar di colombe, si parte! Tutto fila liscio, la stanchezza che sentivo alle gambe per la notte quasi insonne pare svanita, sarà la magia della maratona! O forse saranno i primi 3 km in discesa, il che fa però presagire un finale da incubo, essendo traguardo e partenza vicini fra loro ed in pieno centro.  Mi assesto su tranquilli 4’45” circa e mi godo la mattinata che intanto va rasserenandosi. È uno sforzo logistico impressionante quello compiuto dall’organizzazione:  è tutto pedonalizzato, corriamo su ampi viali in mezzo a famiglie che  passeggiano o a bambini che  giocano a pallone, oggi in strada c’è spazio per tutti! Al diciottesimo km ci dividiamo dai partecipanti alla mezza maratona, praticamente tutti. Restiamo in quattro gatti a correre la 42km in queste immense strade vuote (“…e 41° all’ombraa!”), così che quando passo ho il pubblico ai lati tutto per me, fantastico! Taglio la mezza con un rassicurante 1h40’ circa, bene, continuo tranquillamente a salutare gente e dare cinque ai bambini, una miriade, qualcuno grida meravigliato “…Lazio!?!”, cosa che accade in ogni posto in cui gareggio e che non smette mai di emozionarmi. Passo i 30km, quelli “che si corrono con le gambe”, senza che queste accusino ancora cenni di resa ed iniziano i 10km che invece “ si corrono con la testa” con lo scenario che è sempre lo stesso, non certo da cartolina ma scorrevolissimo. Dal  37esimo km però il cronometro non mi dà più buone notizie: sto bene, l’umore è sempre alto ma non riesco più a tenere quella media che eppure consideravo tranquilla. Dovrei cercare di aumentare il ritmo, ma non ce la faccio o comunque non mi va, va bene così, anche perché so che stavolta gli ultimi due km, quelli “che si corrono con il cuore” saranno ben diversi da tutte le altre maratone corse e solo il cuore non basterà. Come avevo immaginato, il percorso, che per 40km è stato privo di difficoltà, presenta ora una lunga e dura salita per l’entrata in centro,  come se a Roma ad esempio piazzassero il traguardo in cima a via Colli della Farnesina. Eccola, inizia l’ultima battaglia, sento il respiro mio e dei miei (pochi) vicini di corsa farsi più affannoso e incalzante attraverso i denti stretti, incrociamo i partecipanti della mezza maratona che dopo aver terminato la loro gara lentamente defluiscono via. Riconosco il loro tono di incitamento: è quello di chi vorrebbe stare al mio posto, ma stavolta tocca a me e mi rubo la scena, li ricambierò la prossima volta, perché adesso non riesco più neanche a fare un cenno di ringraziamento. La salita è infinita, il momento del “basta, non mi fregano più, questa era l’ultima” è ormai prossimo, il pallido Sole inizio a sentirlo lo stesso spietato sulle spalle e vedo i ragazzini  con dello zucchero filato in mano passeggiare praticamente più veloci di me, fin quando, come d’incanto …puff! mi ritrovo in cima! E’ finita, è fatta, è andata pure questa! Gli ultimi 400m sono invece in lieve discesa, me la ruzzolo tutta tipo Paperoga in settimana bianca, le forze sono tornate, gli ultimi 195m “quelli con le lacrime” non tradiscono mai,  taglio il traguardo che la vorrei ricominciare immediatamente. Riesco invece solo ad appoggiarmi alla transenna, ripensando a tutto ciò che è stato e tutto ciò che sarà i prossimi mesi quando ripeterò tutto, non vedo l’ora! Tutto ciò in poco meno di 3 ore e mezzo, sempre troppo brevi.

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Rotterdam, 11-4-2017

Bellissima trasferta in terra Olandese per i nostri atleti maratoneti Maria Grazzia Bianchi e Giorgio Bizzarri.

Accompagnati dal vice presidente Giovanni Carrara hanno partecipato domenica 10-4-2017 alla Maratona internazionale di Rotterdam, una delle manifestazioni più prestigiose a livello mondiale.

Tutto organizzato alla perfezione, con arrivo ad Amsterdam, trasferimento in auto a Rotterdam non prima di avere fatto visita allo splendido parco Keukenhof, con ben 7 milioni di fiori da bulbo

Un fine settimana assolato, perfetto per correre.

Rotterdam vive la maratona come uno degli eventi più importanti dell’anno; una città piena di giovani che affollano bar e ristoranti, si muovono in bici su piste ciclabili mantenute alla perfezione. 

Dopo avere passato il sabato mattina al World Trade Center per le operazioni di ritiro dei pettorali, il resto del tempo è stato dedicato ad una bella passeggiata per Rotterdam e subito via per definire la strategia di gara.

image001Un percorso filante, molto tecnico con diverse curve e un paio di passaggi insidiosi sul bellissimo ponte Erasmusbrug soprannominato “Il Cigno”.

Domenica mattina, dopo la colazione di rito, pronti via verso la zona di partenza; ottima l’organizzazione della gara, che ha messo a disposizione dei nostri atleti una sala dedicata per cambio abiti e riscaldamento con annessa zona massaggi.

Maria Grazzia facendosi largo tra gli atleti africani, si piazzava davanti a tutti sulla linea di partenza e 10.00 in punto il colpo di cannone dava ufficialmente la partenza della gara con 

Accompagnata dalla lepre Giorgio Bizzarri, Maria Grazzia è partita come suo solito a mille, con i primi 5 km corsi sotto i 3.40 al km e passando ai 10 km in 37’09” 

Incitati da Giovanni Carrara che seguiva la gara a distanza ed in bicicletta, la nostra coppia di atleti transitava  alla mezza maratona in 1h 20’21”.

Uno spettacolo nello spettacolo: migliaia di appassionati, tutti rigorosamente giunti sul percorso in bici, si scatenava in un tifo indiavolato al passaggio dei maratoneti. 

Un leggero calo negli ultimi 10 km non ha consentito a Maria Grazzia di ritoccare il suo personale di 2.44.38.

Comunque sempre un’ottima prestazione che le è valsa l’11° posto assoluto in una Maratona classificata Gold Label dalla IAAF.

C’è da dire anche che malanni di stagione (raffreddori e influenza) hanno influito non poco negli ultimi giorni di preparazione.

Per la cronaca, la gara è stata vinta dall’atleta etiope Meskerem Assefa con il personale di 2.24.18 .

Per gli uomini si è imposto il keniota Marius Kimutai con il tempo di 2.06.04

Adesso Maria Grazzia è pronta per buttarsi a tutta forza nella maratona mondiale di Londra il 6 agosto 2017. Anche questa volta coloreremo di biancoceleste i cieli della capitale inglese.

Forza Lazio, forza ragazzi.

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Paris 9 aprile 2017

la mia quinta maratona; Sono poche rispetto al numero di quelli che sento nello spogliatoio del Paolo Rosi, ma iniziano ad essere un bel numero rispetto a quelli che hanno timore verso questa magnifica distanza

La seconda all'estero; la precedente è stata in Austria (Wien)

Semplicemente meravigliosa anzi come dicono loro per incitare, sin dal primo chilometro, "superb"

Percorso sempre centrale; strade che non sono strade ma autostrale (i classici boulevard), partecipazione modello torcida maranera lungo tutti i 42 chilometri; tracciato di gara (con pochissime curve) che si snoda dal centro verso est e da lì verso ovest per tornare verso il centro per l'arrivo appena passato l'Arc de Triomphe; gli estremi (Est & Ovest) sono all'interno di due immensi parchi (Bois de Vincennes e Bois de Boulogne); al 29.mo chilometro impomente la torre ferramentistica dell'Eiffel, classico simbolo cittadino, che come un implacabile Giudice è lì per dirti "amico mio, manca poco... allez allez", oppure "amico mio, mandò vai, ne mancano 12 e tu sei già finito"; ristori perfetti con boccette d'acqua (da 250 ml che meraviglia) a iosa in un numero spropositato; pronte stappate ma con il tappo solo appoggiato; ogni 5 km banane, arance, frutta secca, crostate e ciambellone. Insomma altamente raccomandata

Ottimo pure sia l'Expo per rititare i pettorali e sia il deposito bagagli; ...dimenticavo Maratona targata Asics; quindi zainetto funzionalissimo (oltre Tshirt Finisher e medaglia) per il deposito borse. Ma che accettava tutto (bastava applicare l'apposito talloncino): buste, zainetti personali ed anche bagagli medio grandi; insomma non la rigorosità (per non dire altro) dei camion Bartolini

La stanza che avevo prenotato era in zona partenza/arrivo (che tra loro distanziano 1000mt; la prima su Champs Elysée appena dopo l'Arc de Triomphe l'altro il secondo appena passato sul Boulevard opposto alla rotatoria). Dopo aver terminato, fatto la doccia e mangiato sono tornato a vedere la linea di arrivo, perché sentivo musica alta. Pensavo che fosse il pasta party (anche se ricordavo fosse all'Expo dove si ritirvano i pettorali).... invece no; era ancora il pubblico numeroso che era presente per festeggiare quelli che arrivavano con il tempo di 7 ore e 45 minuti. Festa, chiasso e tamburi per loro.

Veramente sono rimasto basito; mai visto tanto rispetto e tanta sportività

Mi dispice per i tanti amici che domenica scorsa hanno corso la Maratona di Roma per il tempo infausto; oggi giornata qui spettacolare; sole e caldo. Al limite del troppo. Al ventesimo chilometro ero zuppo

Ma davvero non posso dire che ho patito la calura; l'aria è diventata calda solo verso dopo le 11,30; prima si respirava benissimo

In effetti sono stato molto concentrato e determinato;

Ho passato una settimana in cui i nervi mi sono andati sulle montagne russe; più che nervi è proprio quella sensazione in cui il lunedì ti senti impreparato, il giorno dopo ti senti che le gmbe in ogni caso girano bene, il mercoledì pensi "se però quella domenica avessi fatto quei 4 km in più..... forse era meglio" opure "se oltre agli 3 cinquemila facevo pure 5 tremila...era meglio", il giovedì "sticazzi meglio dell'ultima faccio di sicuro"

Insomma le montagne russe della tensione; mettici pure il martedì con il derby ed il derby allo stadio in Distinti e quindi in piedi;..... in piedi a strillare ed innervosirsi per le infamità avversarie per 100 minuti"

Al decimo chilometro in virtù di questo mi sono detto; la capoccia oggi farà la differenza: o al trentesimo mi fa vedere i fantasmi o al tentesimo mi spinge a spiegare le ali come Olympia

...ed ho osato

treoreventiseiminuti&cinquantaduesecondi cazzo

Lo avevo programmato sì è vero, ma chi c'è sperava

7 minuti in meno dell'ultima maratona (novembre scorso)

6 minuti in meno del tempo personale

E felicità tanta felicità

Au Revoir
Paris prima o poi

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Spettacolo, tutto inizia a settembre, mi iscrivo perché  è l'ultimo giorno per pagare di meno, tanto la faccio la gara e quest anno mi serve da "scaricare", un estate rovente in tutti i sensi. Arrivo a fine ottobre e mentre preparo la Spartan 21km di Taranto, una "pilota di formula 1" con la macchina decide di investirmi, rimedio la frattura di un piede di un gomito e due costole incrinate. Stringo i denti, rinuncio alla Spartan, ma la Roma Ostia no, la devo fare, fisioterapia a "mazzetta" e finalmente a metà febbraio si ricomincia a correre, che spettacolo, allenamento allenamento e allenamento... Arrivo così alla nottata della gara, riesco a dormire, sveglia colazione e salgo in macchina, arrivo alla Farnesina, aspetto il nostro pullman, il primo che incontro e il nostro Capitano, Fabrizio, ci abbracciamo saluti, strette di mano con gli altri, chiacchiere e racconti. Arriviamo al "Palaeur", incontro amici, colleghi, risate, quanto mi mancavano. Guardo l'orologio, entro in griglia e attendo, non sento dolori , sto bene, ore 9:22 si parte! Non penso più a niente mi godo lo spettacolo e vado, i primi chilometri volano, scappellotti con gli amici, battute a tema, sfottò sul derby, e risate tante. Arriva la salita  dell'axa, la conosco non mi frega, lo so che è a tranello, l'ho detto a tutti, state attenti all'axa che "ce vole frega'", al decimo chilometro il piede comincia a fare i capricci, mi dico ma come? Fino ad ora niente e adesso "se mette a fa i capricci"? Rallento, va un pochino meglio, scendo a 5 minuti a km, mi riprendo, dopo la salita c'è sempre la discesa, ma dura poco, il dolore al piede riprende, stringo i denti mantengo i 5 a km, a tre chilometri dall arrivo voglio rallentare, poi sento una voce, mi dice "dai Roberto, hai bisogno di una spinta" è il nostro Capitano, che come tale, mi ridà la voglia di finire, riprendo lo seguo, mi accodo e arrivo alla rotonda, ancora un chilometro, dai dai dai!!! Faccio l'ultima curva, un tornante a sinistra, il piede mi implora di fermarmi, "ma a me non me ne frega niente" vedo uno che si ferma gli dico dai che siamo arrivati!!! Corri corri!!! Arrivo, ringrazio il cielo che mi ha dato le ali e mio fratello che è sempre nel mio cuore, ce l'ho fatta, L'Aquila sul petto e il dito verso l'alto, fiero e Laziale, questa è stata la mia Roma Ostia.