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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT28F0311139242000000092571 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

Eccomi qua, sono passati due giorni, le gambe ancora un po dolenti, la testa ancora lì, a Roma.

Alla Maratona di Roma.

Tre mesi completi di preparazione, svegliarsi tutte le mattine alle 4.30 freddo acqua vento, niente poteva fermarmi, in testa avevo Lei. La Maratona. Sapevo che per poter affrontare una gara del genere ci volevano tanti sacrifici, bisognava abituare il corpo in particolare le gambe e la testa alla fatica.

E poi, la dieta, mi pesavo tutto, all’inizio cercavo di non farmene accorgere da mia moglie che mi diceva sempre sei esagerato però, ma niente, io dentro di me dicevo il vero segreto per andare bene e forte, è questo, pesare tutto, eliminare grassi cattivi, zuccheri dolci e aimè vino, birra e persino il grappino con biscotto dopo cena.

Un vero e proprio “stupro psicologico”. Si La maratona è questo. 

Poi tutto sembra non passare mai, il 10 aprile sembra lontano e non arrivare mai, poi ti svegli e ti ritrovi a mettere il pettorale sulla canotta, colazione 3 ore e 30 prima dello start, l’ho letto su internet, sarà giusto, poi barba e capelli, ci saranno i fotografi, e poi …. Vai in bagno, almeno 10 volte a fare pipi, una vera e propria tortura.

Infine ti ritrovi li, in gabbia. Gps acceso. Via si parte.

Come sempre i primi chilometri passano in fretta, una festa, saluti amici, compagni di squadra che oggi pur non correndo hanno sottratto tempo alla famiglia per venirti ad incitare, senti urlare il tuo nome ti giri per vedere chi è, ma non fai in tempo, in mente hai lei la Maratona, passaggio al 10km buono, 10 secondi di ritardo non sono nulla li recupero, mi tengo coperto, davanti ho Costantino, mi sono allenato con lui in tutto questo periodo, ho piena fiducia, mi ha detto stammi dietro poi ti manderò via quando sarà ora, al mio fianco Gianluca, lo vedo soffre ma tiene, poi ci sono Roberto che farà solo una trentina di km e un altro Roberto che invece la corre tutta, soffrono tutti, come me.

I chilometri scorrono velocemente, mi sento alla grande, però cerco di tenermi, di risparmiarmi, ho paura, lo so, ormai non sono più un principiante, pur essendo solo da pochi anni che corro a livello agonistico è la mia decima maratona oggi, e so bene che prima o poi la “crisi” arriverà.

Si passa al 22 km, allo spugnaggio c’è Claudio, Rodolfo, Mirko intravedo anche Giovanni tutti che mi incitano mi tirano acqua per rinfrescarmi. Sto bene si va avanti, mi si affiancano Fabrizio Adagio Umberto Cerroni e Michele Sardo, mi fanno compagnia per qualche km, Michele mi dice cavolo per starti vicino sto facendo il personale sul 3000, mi strappa un sorriso.

Costantino mi dice, il tuo Presidente, mi giro e vedo a bordo strada il Presidente, strillava come un ultrà della Nord forza Bianchi forzaaaaaaaa. Che spettacolo.

Si va avanti, siamo intorno al 28, la testa mi dice, vai Danilo, vai da solo.

Non so perche non c’ è un motivo preciso, ma cambio ritmo, scendo da 4.05 a 3.55 al km. Voglio fare il tempo. Voglio fare la mia gara. Il gruppo rimane dietro e non capisco perché non mi segue, vado, vado da Siamo intorno al 38 la fatica si fa sentire, non sono più lucido vedo solo strada e sento urla della gente che dice vai qualcuno mi urla forza Lazio dajeee, qualcuno forza Roma, qualcuno forza Danilo, sono in difficoltà la “crisi” sta arrivando, o è gia arrivata, ora come ora non so dove sto correndo potrei essere alla maratona di Roma o quella di Tokio o New York, poco cambia vedo solo strada e sento solo urla.

Poi uomo a terra, intravedo che lo soccorrono, mi sarei voluto fermare per aiutarlo ma non sarei riuscito a fare nulla, ad un certo punto un gruppo di gente familiare, sento urlare a gran voce il mio nome. 

Sono loro è la Lazio, mi risveglio, mi ricarico, cerco lui, il Capitano, ha detto sarò li come l’anno scorso e ti darò una mano, correrò qualche metro al tuo fianco per incitarti ed aiutarti ad affrontare gli ultimi 2 km, i più duri, ma niente, non lo vedo, penso ok starà aiutando Silvio che è davanti a me oppure Maria Grazzia, vabbè vado avanti, solo il giorno dopo quando il Capitano Fabrizio Sardo mi chiama al cellulare e mi dice: avrai pure fatto un bel tempo alla maratona ma te sei rincoglionito. Aveva letto il mio post di ringraziamenti su fb dove avevo scritto che ero dispiaciuto di non averlo visto.

Lui stava li, mi aveva dato il cinque e mi aveva incitato. Come un vero Capitano sa fare, Io non mi ero accorto di nulla. Cavolo se ero stanco.

E poi passata l’euforia dell’incitamento si torna da soli, stanchissimi come non mai. Però manca poco, ricordo la discesa a palla intravedo l’arrivo corro, corro, alzo le mani al cielo. Guardo il tempo 2h 52’ 00’’.

Medaglia al collo e lacrime di gioia e soddisfazione.

Questa è la mia Maratona.

Danilo Bianchi

Sono ben 43 gli aquilotti biancocelesti impegnati questa Domenica sul percorso della XXII Maratona di Roma. Un altro importante record messo a segno quest'anno a testimoniare la crescita che ha intrapreso la prima storica sezione della nostra S.S.Lazio, che ha così più che raddoppiato le presenze della scorsa edizione con 19 atleti al traguardo
 
Oggi, piccolissima rifinitura per sciogliere le gambe, al massimo 5-7km, poi domani mattina appuntamento per tutti al Colosseo per il colpo di pistola alle 8.50 che lancerà i 15mila atleti iscritti lungo i 42km e 195 metri del precorso capitolino. Nessuna maratona al mondo attraversa infatti luoghi storici, religiosi ed artistici cosi numerosi in un singolo evento: Colosseo, Circo Massimo, Basilica di San Paolo, Isola Tiberina, Sinagoga, Castel Sant'Angelo, Basilica di San Pietro, Foro Italico, Moschea, Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Piazza Venezia e di nuovo i Fori Imperiali.
 
Da tenere sotto osservazione le prestazioni di Silvio Trivelloni e della recente new entry, l'italo venezuelana Maria Grazzia Bianchi, lazialissima nel cuore grazie al nonno, che due anni fa arrivò sesta assoluta.
 
Il responsabile master Fabrizio Sardo come ogni anno, aspetterà gli atleti intorno al 39° km per supportarli per qualche centinaio di metri nella parte più delicata della gara che precede il finale, sotto lo sguardo anche del Presidente Gianluca Pollini che da bordo strada sosterrà i nostri colori.
 
Ma i laziali non si fermano qui, perché una piccola rappresentanza di tre atleti, nella stessa mattinata, percorrerà la distanza dei 42 e 195 nella Maratona di Vienna. Sono Davide Sardo, Paolo Natalini e Marco Orazi. Il trio quest'anno ha preferito prepararsi per una maratona estera in attesa poi che la prossima settimana la squadra laziale inizierà a raccogliere le adesioni per la prossima New York City Marathon del 6 novembre, quando coloreremo di biancoceleste la città più entusiasmante al mondo.
 
FORZA LAZIO!!!

 

Ben 4 aquile sotto il tetto delle tre ore alla Maratona di Roma di questa mattina. E tutto come da previsioni con Silvio Trivelloni, primo dei nostri, sessantacinquesimo assoluto, che al suo rientro dopo tanto tempo di assenza, mette a segno un ottimo 2:46, superando di soli sei minuti Danilo Bianchi con 2:52. Completa il podio biancoceleste il giovane Edoardo Bettas Ardisson che archivia con 2:57 questo appuntamento di casa.

Ed in campo femminile, anche lei al rientro dopo tanto tempo di assenza, Maria Grazzia Bianchi (e mi raccomando, con doppia zeta), che compelta i 42km e 195 metri in 2ore e 55 minuti.

Ore 4,50. Suona la sveglia. Inizia la Roma-Ostia.

E già, perché ogni gara inizia dalla sveglia. Questa poi…!!! La Roma-Ostia!!! Una corsa che mi ha sempre affascinato. Ci sono tante corse belle, organizzate bene ma il fascino emanato da questa corsa è per me particolare. Il fatto di partire dalla Capitale per arrivare al mare, percorrendo la Cristoforo Colombo, fino al Litorale  Romano, noi pazzi runner ce  la “beviamo”.

In un modo o in un altro si arriva. Da solo, con gli amici, con i compagni di squadra. Dalla mattina inizi a cercare chi “può fare al caso tuo” e la domanda è sempre la stessa: a quanto la fai? Quando iniziai con la SS Lazio Atletica non avevo molti compagni con i quali poter affrontare insieme queste competizioni, eravamo pochi e quei pochi per me irraggiungibili. Ora siamo tanti, si sono formati dei gruppi, con certi “personaggi brutti”, dei tipacci che viaggiano a velocità supersonica, che danno lustro a questa gloriosa Società. Lo vogliamo ribadire che siamo la polisportiva più grande d’Europa? Questo deve onorarci, tutti!!!

Ma torniamo alla protagonista di queste righe. Arrivi col pullman sul luogo della partenza, e comincia a salire l’adrenalina. Cavolo ,sono sempre 21 km mica acqua!!! Inizi il riscaldamento e col passare dei minuti ti rendi conto dell’impresa che stai per fare. Perché di questo si tratta. Un’ impresa!!! Cari signori la Colombo con la macchina è una cosa ma farla correndo…!!!

E poi c’è il terrore di chi fa questa corsa, quella salita pazzesca che porta all’ingresso della residenza estiva del Presidente della Repubblica, con  quei 2 km successivi che secondo me sono peggio della salita anche se meno pendenti. Ci arrivo con Chiara e Maurizio. Viaggiamo a 4’40 al km  con  i miei compagni d’avventura. Ci incitiamo, ci “tiriamo”  ed anche se dico loro di andare perché non ne ho più, sono li. E continui, continui fin quando arriva il tuo premio, il mare. Significa tutto. Significa che hai finito la tua fatica, anche se quel “biscotto” finale non ti fa ancora respirare l’aria del “finisher”, quell’aria che ti fa sentire grande, comunque felice perché, cavolo, sei arrivato ad Ostia!!!

P.S. la mia vittoria, oggi, è l’aver aiutato la “piccola Cali” a fare il suo personale sulla mezza, l’ho portata fino a che ho potuto poi è partita e si è mangiata l’asfalto.