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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT28F0311139242000000092571 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

29 gennaio 2017

Bellissima giornata quella di oggi. Sveglia alle 6.00, rapida vestizione e via fuori di casa senza tanti pensieri.

Temperatura accettabile, cielo splendido lascia intravedere il rosso del sole che sta sorgendo.

Oggi mi tocca: dopo 4 anni ho deciso di preparare una nuova maratona, quella di Roma che si correrà il 2 aprile. Ma non posso certo perdermi la Corsa di Miguel che è stata una gara che mi ha dato sempre grandi emozioni a partire dal 2010 quando abbiamo organizzato il Memorial Stefano Pollini.

La tabella del coach Baccani è molto chiara: 28 km; i caratteri in grassetto Times New Roman non possono essere fraintesi; a questo punto decido di partire alle 7.30, fare i miei 18 km e accodarmi alle 9,30 sulla linea di partenza. Quello che viene viene, senza assilli.

Partenza come al solito da Piazza della Libertà, che per me ormai è una seconda casa, ogni volta che ci passo sento lo spirito di Gigi Bigiarelli che dandomi una pacca sulla spalla mi sussurra “Forza Lazio”.

Primi 4 km sulla ciclabile fino al ponte della Musica, dove incontro Davide Sardo, anche lui in fase di preparazione della Maratona di Siviglia… Dobbiamo andare più o meno alla stessa andatura: perfetto correre in due sicuramente sarà più divertente.

Un salto al gazebo SS LAZIO ai marmi per lasciare lo zainetto (Fabrizio Sardo e Biagio Tocci avevano già apparecchiato tutto dalle 6.00) e via di nuovo sulla ciclabile fino a Saxa Rubra.

Da quando nel 2014 ho scoperto di avere il diabete tipo 1 la mia vita si è leggermente complicata, perché devo considerare anche il controllo glicemico (soprattutto le ipoglicemiche sono pericolose).

Stamattina avevo i valori sballati e pertanto meglio andarci cauti.

I primi 16 km passano rapidi, senza problemi; chiacchiero con Davide in tranquillità, incrociando qualche amico della domenica.

Sono le 9.15, passo rapidamente Ponte Milvio, arrivo al gazebo mi metto la canottiera e via alla partenza giusto in tempo per sentire gli inni nazionali, incrociare lo sguardo di Fabrizio Sardo e saltare giù dal muretto.

Bellissima la città di Roma, si passa subito davanti al Ponte Duca D’Aosta, incrociando gruppi musicali con la gente che applaude: per un attimo ti dimentichi i disagi di una città violentata da gente che non la ama.  

Arrivare a Ponte Risorgimento sembra un attimo ma siamo già al quarto km e tutto sembra andare per il meglio. Mi tengo ad un’andatura leggermente sotto ai 5 minuti al km. 

Incrocio una runner dei bancari romani con il suo completino “linea girls” adottato dal team di Luciano Duchi: veramente carino; speriamo si possa adottare un qualcosa di simile anche noi, anche perché le nostre ragazze se lo meritano.

Ponte Milvio è uno spettacolo, si passa sulla pista ciclabile di nuovo in direzione sud; davanti al ristorante Cucurucù altra curva a gomito.  

Lo stadio Olimpico ormai è vicino e l’ultimo km passa veloce, anche troppo. Passaggio dietro al Bar del Tennis e via dentro il tunnel di accesso alla pista: vorrei bloccare il tempo per godermi qualche altro istante della gara

Taglio la linea del traguardo in 46 minuti e spiccioli: certo i 28 km si sentono, ma mi sento bene e sono felice e soddisfatto.

Saluto tanti amici e mi godo qualche altro minuto dentro lo stadio sotto un cielo celeste e con un piacevole teporino di un sole quasi primaverile.

Rientro allo stadio dei Marmi, l’atmosfera intorno al nostro gazebo è felice e spensierata, vedo tanti volti nuovi ma è come se conoscessi tutti da tempo. 

Guardo l’orologio: è quasi l’una, aiutiamo Bigio Tocci a caricare il gazebo e via verso Piazza della Libertà: mi godo questi ultimi 3 km sulla pista lungo il Tevere e ripasso da Piazza della Libertà.

SS LAZIO ATLETICA LEGGERA:  tutto il resto è noia come cantava il grandissimo Califfo.

Fin dal principio la vera preoccupazione dei partecipanti a questa grande classica della stagione invernale - spesso inserita in previsione della mezza maratona Roma-Ostia - era stata la situazione meteo. Invece, il clima si rivela sopportabile, circa 7 gradi alla partenza con il sole che filtra timido tra le nuvole, vento solo su tratti del lungomare e pioggia assente giustificata. A spiccare è però il solito mare biancoceleste - ben 23 Aquile all’arrivo - che riempie di colore e Lazialità questa domenica di metà gennaio, 15 KM tutti da gustare, distribuiti tra il lungomare di Ostia Antica, la Pineta di Castel Fusano ed il tratto conclusivo della Cristoforo Colombo.

Al solito, il Capitano Fabrizio Sardo - una statua per la passione e la disponibilità dimostrate non basterebbe più, ci stiamo attrezzando per la Santificazione senza passare per la Beatificazione - attende pazientemente gli atleti biancocelesti poeticamente lato mare, anche i più ritardatari, distribuendo pettorali e pacco gara (wow addirittura una chiavetta USB! Hmmm... nel 2017 mi serviva proprio, ad una gara di atletica poi! Pacco ricco mi ci ficco!). Alle 9:40 appuntamento al gonfiabile del traguardo per la consueta foto pregara, molti dei top runner non ci sono ma è anche giusto così, la trance da gara viene gestita in modo peculiare da ciascuno di loro, in squadra abbiamo gente che spinge davvero tanto!

IMG 9109Alle 10 puntuali il via alla manifestazione, più di 1400 atleti ai nastri di partenza, il primo tratto di circa 2 KM è tutto in rettilineo, senza dislivelli, sul lungomare che va da Piazzale Magellano a Lungomare Duilio; sulle ali dell’entusiasmo mi faccio trainare dal Capitano che passeggia abbondantemente sotto i 5:00/KM mentre sostiene di starsi scaldando - una vita passata di corsa consente la libertà di prendersi certe licenze - poi sono costretto a riprendere i miei ritmi da atleta alle prime esperienze, invitandolo a non curarsi di me e di proseguire come meglio desidera. Dal quarto KM il paesaggio cambia repentinamente, entriamo nella Pineta di Castel Fusano scambiando due chiacchiere con il simpatico Adriano Minardi, cambia il paesaggio, risplendente di un verde invernale che riempie i polmoni di aria buona ma fredda; schivato il pantano del ristoro piazzato al quinto KM, il gioco si fa duro perché dal sesto KM circa fino alla fine del nono il terreno è un misto di terra, sassi e purtroppo anche un po’ di fango - non oso immaginare cosa sarebbe potuto diventare anche con un mite accenno di pioggia!

Stringendo i denti affrontiamo anche questo segmento - più muscolare degli altri - il premio è finalmente un asfalto al quale noi poveri atleti cittadini siamo più avvezzi, il tratto è quello familiare della Roma - Ostia, sul controviale esterno, altri 2 KM filano veloci in questo tratto in lievissima salita, intanto Maurizio Fanti inserisce il turbo e se ne va. Dopo la seconda sosta acqua che decido ancora consapevolmente di schivare - la temperatura è rigida e sento di poter chiudere senza idratarmi - la gara entra nelle battute finali, tra il dodicesimo ma soprattutto il tredicesimo KM c’è forse qualche curva di troppo, l’intento degli organizzatori è chiaramente quello di ricondurre gli atleti sul rettilineo di partenza, solo dall’altro lato della strada, mentre la forza di sorridere ai fotografi viene meno ed aumenta la concentrazione da “bolla”, il traguardo continua a sembrare distante.

15KM sono una distanza accessibile ma degna del massimo rispetto, il GPS non aiuta segnando 100M in meno dei cartelli che sembrano posizionati con distanze giuste l’uno dall’altro, la voglia di chiudere in crescendo c’è ma il corpo dice di no, è giusto portare a casa questa gara con una media costante come il coach ha deciso, alla fine chiudo con una mini volata e mi fermo, l’aria è pulita, salmastra ma gelida, trattengo a stento un colpo di tosse, poi giusto il tempo di commentare con qualche compagno di squadra che giustamente ha già avuto il tempo di docciarsi e bere un the caldo :)

32322836025 4d2c05d5a3 oI tempi di gara TDS sono sempre una garanzia sul sito web, con l'eccezione dell’app mobile che fa venir voglia di scagliare il cellulare a terra. L’organizzazione ha inoltre allestito in un’area più o meno coperta tavolate con generi di primo conforto - i classici pane/olio, crostata, banane, acqua e the, oltre ad un panettone che mangiato adesso fa un po’ sorridere - poi avverto il bisogno di scappare via per evitare di raffreddarmi, resto felice di una giornata passata assieme a questa bellissima squadra che è sempre più una seconda famiglia. Parafrasando qualcuno che la Lazialità l’ha vissuta sempre al massimo, con questa maglia indosso non ho paura di niente!

Ah un commento sui nostri Campioni, anche se questi risultati non stupiscono oramai più nessuno: Daniele Di Stefano terzo assoluto e primo di categoria 51:29, Emanuele Conti (56:49 RT) e Filippo Ficorella (57:09 RT) rispettivamente quinto ed ottavo di categoria, altri 7 valorosi atleti sotto i 65 minuti...direi che c’è da esser fieri anche da un punto di vista squisitamente sportivo, a chiusura di una bella giornata di aggregazione e Lazialità.

Eleonora:
Domenica 22 gennaio 2017, 38esima edizione della maratonina dei tre comuni con partenza da Nepi.
Un giro di VentiDuemilaQuattrocentometri attraversando tre paesi: Nepi, Civita Castellana e Castel Sant’Elia.
Chi mi conosce sa le distanze che generalmente corro e la decisione di partecipare a questa gara è nata un po’ per caso dopo che il mio allenatore (Giuliano Baccani), a seguito della proposta fattami da una terza persona, ha acconsentito partecipassi affrontandola come lungo progressivo.

Ore 6 in punto, suona la sveglia. Mi alzo subito e, dopo essermi lavata il viso, mi indirizzo in cucina per fare la mia solita colazione energetica. Nulla di diverso rispetto al solito per non rischiare che il mio organismo mi regali sorprese indesiderate. Finita la colazione mi vesto con velocità e cerco di far mente locale su ciò che di importante potrei stare a lasciare a casa: scarpe leggere, orologio, spillette da balia, fazzoletti, portafoglio e cambio ci sono... E’ stato provvidenziale preparare lo zaino la sera prima!

Emanuele:
TiriDirin....Zzzz...TiriDirin...Zzzz...
Ore 5e45 di una Domenica mattina ed è ora di svegliarsi... Ma che succede?!? E pensare che due anni fa a quest’ora ero solito tornare a casa per mettermi a dormire dopo una serata passata tra qualche locale o chissà in quale avventura che solo la notte della nostra città eterna ci può regalare...
Ma come è tempo di cambiare e di crescere, con sé anche le vecchie abitudini possono prendere una piega diversa, perciò mi infilo la tuta con i colori e i simboli che amo, e quella voglia di dormire passa all’istante!
Ore 7e10: ma dove sta Eleonora?!? fammela chiamare và!

Eleonora:
Ore 7e12: Il tempo questa mattina sembra andare più veloce del solito e nonostante mi sia preparata tutto la sera prima, sono due minuti in ritardo e già mi reclamano al cellulare per sapere se sto ancora a dormire.. Mi catapulto di sotto, salgo nella macchina di colui che si è offerto di farmi da “pacer” in questa mia prima esperienza su questa nuova distanza (#SuperEmaPacer) e, insieme, raggiungiamo Angelone e Giovanni che ci aspettano al parcheggio. Due “buongiorno”, tre saluti ed ecco che siamo nella macchina diretti verso la Cassia bis.

Ore 7e30: Angelone prosegue spedito sulla Cassia rallentando solo in prossimità degli autovelox che Emanuele - esperto di quel tratto di strada - gli indica ed ecco che in 30’ scarsi siamo a Nepi nel parcheggio accanto alle mura del Forte dei Borgia. Nel frattempo, seppur non traspare, nella mia testa continuano a girare le parole del mio allenatore su come gestire la gara. Ci siamo: a macchina ferma apro lo sportello, l’aria è fredda ma il cielo terso e la minaccia di pioggia decisamente lontana. Raggiungiamo il Capitano che ci aspetta nella piazzetta superiore, recuperiamo i pettorali, il piatto, la “caciotta” compresa nel pacco gara e decidiamo all’unanimità di andare al bar: 2 caffè, 2 tè e due fette di ciambellone (lascio il dubbio su chi ha preso cosa, ahah). Il clima è totalmente sereno e le battute si sprecano ma il tempo scorre e la partenza fissata alle 9:30 si avvicina. Sono le 8:45 e forse devo iniziare a prepararmi per poi scaldarmi!

Emanuele:
Ore 8e00 Eccomi in quel di Nepi... Al contrario dell’anno scorso dove passai solo molto velocemente per questo paesino (produttore della mia acqua preferita) durante la passata edizione della "Tre Comuni 2016", quest’anno ho il piacere di partire da qui.
Ho sentito da più amici che l’edizione nel senso opposto da Nepi verso Civita Castellana è tecnicamente più dura, ma la cosa non mi preoccupa più di tanto, oggi non sono alla partenza per ottenere la mia migliore prestazione, ma bensì per avere il piacere di condividere la prima esperienza sulla lunga distanza della mia amica Eleonora e per rendermi utile in questo.

Eleonora:
Ore 8e55: Tornati alle macchine e vestiti degli abiti da gara io ed Emanuele iniziamo il riscaldamento decidendo di avvicinarci al rettilineo asfaltato alle spalle dell’arco della partenza dove numerose persone si preparano alla gara. In lontananza sentiamo lo speaker che annuncia che sono le 9e24 e mancano 6 minuti alla partenza. Decidiamo così di impiegarli per farci largo tra i partecipanti già in postazione e dopo aver incrociato i compagni di squadra (Francesca, Fabrizio, Michele, Davide e tutti gli altri), ci buttiamo nella mischia e con determinazione raggiungiamo la terza/quarta fila.

Guardo l’orologio: sono le 9e29; manca poco allo sparo e nella mia testa continuano a ronzare le parole del mio allenatore. A questo punto mi rendo conto di quanto la voglia di mettere in pratica i suoi consigli sia enorme...

Emanuele
Ore 9e29e50secondi: Sono da poco passati 2 anni che ogni Domenica aspetto questo countdown di 10 secondi. E’ un qualcosa di indescrivibile per chi non lo ha mai provato. Io personalmente penso di esserne ormai assuefatto e tanti gli spari del via che son rimbombati nelle mie orecchie, anche troppi a detta di alcuni, ma tutti son valsi la pena di esser vissuti, perché da ogni singola gara, da ogni metro percorso con le mie scarpe una cosa fondamentale sta accadendo: conoscere meglio me stesso.

Eleonora:
Ore 9:30. Partiti! Siamo tanti, per un momento tiro dritta per la mia strada e perdo Emanuele ma dopo poco me lo ritrovo accanto... Si alternano curva, discesetta, altra curva, discesona, rettilineo, rampetta e continui saliscendi - alcuni più impegnativi di altri. Accanto a me ed Emanuele si forma un gruppetto di atleti di altre società tra cui anche Riccardo T. (n.dd.aa.): l’andatura più o meno è la stessa, loro di tanto in tanto chiacchierano mentre io ascolto e rimango coperta per evitare di sentire il vento che di tanto in tanto tira. Il percorso asfaltato prosegue: le gambe girano, il respiro è tranquillo e privo di affanno, i cartelli dei chilometri scorrono, arrivano i ristori prima dei quali Emanuele mi chiede sempre se voglio dell’acqua preoccupandosi poi di recuperare e passarmi la bottiglietta. Non sono abituata a tutto ciò e lascio fare a chi ha più esperienza. L’acqua è frizzante e proprio non riesco a mandarla giù; me ne servo giusto per evitare di far seccare le labbra e la gola. Nel frattempo arriva il 10°km; Emanuele mi rende partecipe del tempo: 39:11, sta andando tutto come da programma ed io ancora mi sento bene!

FOTO1

Emanuele:
Ore 10e09e11secondi: 39’11” perfetto così il passaggio al decimo km, specialmente in virtù delle salite che ci aspetteranno una volta scesi a valle dopo CivitaCastellana.

39’11” 10km.. questo sport come ci impegna con questi numeri.

Calcoli, statistiche, e chi più ne ha più ne metta, ma molto spesso ci condizionano i numeri che detta il nostro cronografo GPS.

Il tempo, ogni Domenica a pensare ad un tempo e che valore gli diamo nella nostra vita?

Sono sempre molte le domande che mi affliggono durante una gara di endurance... ogni chilometro cerco risposte o forse sto cercando di non pensarci e aumentando il ritmo di lasciarmele dietro?

Non è questa la gara per fare questi ragionamenti... devo aiutare la mia amica e a quasi metà del viaggio tutto sta andando alla grande.

FOTO 2

Eleonora:
Passano così anche l’undicesimo ed il dodicesimo, metà gara è andata, la strada procede in discesa ma so bene che è questione di poco e mi ritroverò davanti la MilleCori, 1800m di salita al 7,5% di pendenza. Il gruppetto si è un po’ sgranato, c’è chi è andato avanti e chi è rimasto indietro ma Emanuele è sempre li, accanto a me.
Mentalmente sono pronta al peggio e mi convinco che devo sopportare e soffrire due chilometri... cosa saranno confronto all’intera distanza!? La salita è indubbiamente tosta ma gli insegnamenti del mio allenatore appresi nel corso degli anni tornano utili seppur lui non sia lì . . accorcio il passo e butto un po’ avanti il busto. Il crono registra un evidente rallentamento rispetto all’andatura precedente ma anche questo rientra nel programma e tempo che realizzo ciò, la strada spiana ed il mio sguardo torna a guardare avanti anziché per terra. Inaspettatamente la strada riprende a salire, le gambe lo risentono ma mentalmente la fatica ancora non la avverto e quindi mi convinco che il peggio sta passando tanto che poco dopo è Emanuele a darmi la certezza: “il peggio è passato”.

Emanuele:
“Il più duro è superato. Resisti. Stringi i denti. Fa' tacere il cuore. Non pensare che alla vetta!”
La mini Speata di circa 2km è finita.. e come sempre fatico e non poco in queste salite... ma il mio compito ancora non è finito, e poi è sempre un piacere superare in salita... mi ricorda la mia prima gara la “We Run Roma” del 2014, che alla salita del Pincio cambiai all’improvviso passo superando almeno un centinaio di altri podisti.
Ma quel che importa è vedere Ele ancora in ottima condizione e il passo bello pimpante nonostante lo “strappo” impostoci dal circuito.

Eleonora:
(fine della salita MilleCori)
E’ in quel momento che torno ad ascoltarmi: le gambe ci sono e riprendono a girare consentendomi di tornare alle andature cronometriche precedenti; il respiro non ha risentito della salita appena passata ed è privo di affanno; Emanuele è ancora lì ed i cartelli riprendono a susseguirsi con una certa facilità: arriva quello del 17° e penso che davanti a me rimangono solo 5km, i 12giri e mezzo di pista che nell’ultima gara di luglio son riuscita a percorrere in diciassetteminuti e poco più. E’ FATTA: decido di iniziare il mio conto alla rovescia; meno 5, meno 4, meno 3 e senza che me ne accorga arriva il 20°km! Mi sento benone e decido di continuare la progressione ripresa dopo la salita; Emanuele è poco dietro di me, sento che ha un pochino di problemi a spezzare il fiato e mi dispiace andare via quindi lo esorto a venirmi accanto ma lui mi invita a star tranquilla e ad andare e quindi prendo l’iniziativa e continuo ad aumentare andando a recuperare qualche atleta davanti a me.

FOTO 3

Emanuele:
(20°km)
Saranno un paio di chilometri che quasi non riesco a stargli più dietro!! E menomale che è la sua prima volta su una distanza del genere !!! :-)

Il conto delle varie salite e della buona andatura che abbiamo sostenuto si inizia a presentare su i miei quadricipiti, li sento rigidi e poco collaborativi, anche il cuore non mi da più retta e abbassa i suoi battiti da circa 172/174 di media dal 13° km per tornare su i 165, ma di gioia “suda” nel vedere che Ele c’è e sta alla grande!! altro che crampi e conati di vomito durante la mia prima mezza maratona (Roma-Ostia 2015 1h28’) la mia amica cambia passo e punta su un gruppetto di atleti più avanti, ed io posso solo che mettermi ad un passo comodo di 4’10” al km giusto per chiudere la mia prestazione come avevo programmato su i 4’00” al km di media finali.

FOTO 4

 

Eleonora:
Passo il 21esimo - anche la mia prima mezza è andata – e la distanza che mi separa dall’arrivo è poco meno di quella mia tanto amata&odiata in pista: poco meno di quei 3girietrecentometri difficili da interpretare e preparare ma quelli che mi hanno regalato grandissime soddisfazioni ed emozioni! Vedo in lontananza l’arco dell’arrivo e sento il tifo, rettilineo curvetta in salita ed ultimo strappetto , le gambe iniziano ad esser stanche ma so che manca poco poco . . Vedo lo schermo che segna il tempo, lo speaker annuncia il mio arrivo, apprendo di esser la terza assoluta e mentre passo il traguardo blocco il crono e lo guardo: 1h28’31”. La felicità è talmente grande che la fatica sembra ancora non farsi sentire. Dopo il traguardo ricevo i complimenti della prima arrivata, Eleonora Bazzoni, e di altri atleti che hanno concluso la stessa distanza. Passano 60” ed ecco arrivare Emanuele, la gratitudine è tanta e quindi non mi resta che dargli un abbraccio e ringraziarlo.

FOTO5

Emanuele:
Giusto il tempo di fare un ultimo allungo nei 300 metri che mi separano dal traguardo e fermo il mio Garmin con 1h29’31” quasi 2’ in meno dell’anno precedente e con una frequenza cardiaca che testimonia a me stesso un più che buono stato generale di forma generale.

Ed ecco Ele che mi aspetta felicissima...

FOTO 6

 

 

 

 

 

  

Eleonora:
Ore 11:05. Successivamente decidiamo di andare verso la macchina per cambiarci e defaticare, riconsegniamo il chip, prendiamo il pacco ristoro e recuperiamo un bicchiere di tè bollente. Mentre ci accingiamo a tornare verso il parcheggio ci ferma Riccardo T. (lo stesso che fino al 13°km ha corso con noi) che ci invita ad andare a prendere un pezzo della strepitosa crostata fatta da Francesca Lento: marmellata e amaretti, una bontà infinita! Mi gusto il tutto e scappo a cambiarmi perché i muscoli iniziano a freddarsi ed il sudore inizia a gelarsi addosso. Mentre defatichiamo arrivano Giovanni e Angelo. Ci ritroviamo tutti alla macchina e andiamo verso la piazzetta per la premiazione. Al termine di essa rientriamo a Roma con in sottofondo la radiocronaca della partita tra Juve e Lazio. Non infierisco su come sia terminata ma che dire di questa gara e dell’intera giornata?!
...sicuramente una esperienza INDIMENTICABILE!

FOTO 7

 

Emanuele:
Missione compiuta.
La ragazza ha ottenuto il risultato che voleva.
Ed io sono contentissimo di questo per avergli reso il lungo percorso della 3 comuni un pochino più facile.. e poi guardandola rivedo la felicità all’arrivo della mia prima Roma-Ostia.
Tanta fatica = tanta felicità.
Tanto sacrificio = tanti risultati.

Questo mi sta altresì insegnando questo bellissimo sport, tutti principi poi validi nella vita di tutti i giorni.
E’ ora di tornare adesso nella città eterna, con un bel ricordo di più, con un qualcosa che legherà ancor di più la nostra già bella amicizia. 

Corro da poco più di un anno, ho scoperto questa passione quasi per caso, all’inizio lunghe camminate, poi il passo che diventa sempre più svelto ed, infine, i primi 10 km!

Un’emozione unica, come la prima gara: era la we run rome, ricordo che non avevo ancora il tesseramento e dovetti quindi fare la prova non competitiva, era la prima volta che mi trovavo in una vera corsa. Mi colpirono subito gli atleti (quelli veri) che indossavano la maglia con i mei colori del cuore: il bianco e azzurro della grande SS LAZIO.

Con i miei tempi da tapasciona mi vergognavo anche solo ad avvicinarmi per chiedere informazioni, però quel giorno maturai la decisione: mi impegno, mi alleno e quando il mio crono diventa leggermente più presentabile, busso al gazebo e chiedo come iscrivermi, anch’io indosserò la maglia con l’Aquila sul petto!

Con la testardaggine che mi contraddistingue e grazie ad un’amica speciale, ho coronato il mio sogno: il 6 gennaio ho corso la mia prima gara come atleta della SS LAZIO ATLETICA LEGGERA.

Grazie all’accoglienza del capitano Fabrizio Sardo mi sono sentita subito a mio agio, l’atmosfera nel gazebo era allegra e solidale, tra chiacchere, battute sul freddo polare e odore di canfora, ho iniziato a conoscere i miei nuovi compagni, sono stata accolta da sorrisi aperti, del resto, siamo laziali: bella genteJ

Poi la gara, resa dura dal freddo e soprattutto dal vento di tramontana, bello il percorso anche se meno facile di quanto mi aspettassi, duri gli ultimi due km nel parco degli acquedotti, si procedeva incolonnati, non era facile superare, però sentirsi gridare ‘forza Lazio’ durante il tragitto è stata una grande spinta.

Alla fine di nuovo nel gazebo, a commentare la corsa e mangiare dolci recovery meal preparati dalle compagne: direi che a prescindere dal mio risultato individuale è stata una bellissima esperienza che non vedo l’ora di ripetere sperando di migliorare giorno dopo giorno grazie al coach Giuliano Baccani ed ai consigli dei miei nuovi compagni:

La SS LAZIO ATLETICA LEGGERA è decisamente più di una squadra: una gande famiglia e sono orgogliosa di farne parte!