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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT28F0311139242000000092571 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
  • ISCRIVITI

Premessa.

Il mio "viaggio" per la maratona di Siviglia inizia esattamente il 13 novembre del 2016 con l'inizio della preparazione, si perché la maratona non può essere raccontata senza i 3 lunghi mesi precedenti alla gara. O ancor meglio non può essere raccontata senza descrivere le motivazioni che ti spingono a partecipare ad un simile evento. Premetto sono tante ma forse quella principale e' perché sin da bambino nella mia famiglia si parla di corsa 365 giorni l'anno. Mio padre corre da più di 30 anni ed ha trasmesso a me e mio fratello Davide questa sana malattia per l'atletica. Mio padre ha sempre avuto l' obiettivo di correre la maratona in 2 ore e 45 minuti, sbattendoci la testa tante volte ma non riuscendoci mai, ovviamente avendo tempi sul 10mila e sulla mezza che gli consentivano di correre la maratona a quei ritmi. Quindi sono cresciuto con il suo esempio, lo seguivo all’ acqua acetosa (attuale Paolo Rosi) in allenamento e quasi tutte le domeniche in gara, girando spesso l’ Italia in lungo e in largo. Prima conservavo tutti i suoi pettorali, ora conservo i miei perché da circa 4 anni ho iniziato a correre dopo 28 anni di poco sport e tanta tavola! Ma la corsa si sa o la inizi da giovanissimo a praticarla su un campo d'atletica o quando ti vengo i primi capelli bianchi (25/35 anni) o semplicemente in un momento della tua vita in cui cerchi un forte cambiamento. Non ho mai pensato di correre la maratona in questi 4 anni perché sono stato condizionato da un pensiero sbagliato che mi porto dietro sin da bambino, ovvero quello che se corri la maratona sotto le 3h, 3h 15 minuti sei un atleta valido, se la fai sopra questi tempi non vali nulla.... Non vi arrabbiate ve l' ho detto e' un errore grandissimo frutto solo di ricordi legati all'obiettivo che mio padre si era prefissato. A proposito di obiettivi, il mio nella corsa e' quello di scendere un solo secondo sotto i 40 minuti sul 10mila, lo so è una meta molto ambiziosa, il muro dei 4’ al km non e' facile superarlo, ma quello sarà il mio traguardo un giorno anche se mi mancano ancora 3 minuti e mezzo... Ma vado avanti giorno dopo giorno con estremo sacrificio e dedizione a perseguire i mio obiettivo. E allora perché ho scelto di fare la maratona?! Perché l'anno lasciato alle spalle mi ha regalato un bellissimo matrimonio, ma purtroppo anche 3/4 mesi discontinui di allenamenti, io che sono abituato ad allenarmi 6 volte a settimana (come mio padre...). Allora finita l'ebbrezza del viaggio di nozze ero in cerca di nuovi stimoli, in più ho notato che parecchie persone che hanno preparato una maratona hanno migliorato tantissimo le loro prestazioni sul 10mila, sia sulla mezza maratona. E allora perché non prepararne una? Facile anzi già sapevo che mio fratello Davide aveva in programma a febbraio Siviglia, quindi non ho detto niente a nessuno e i primi di novembre ho chiesto aiuto a mio padre per la preparazione. Saggiamente non correndo una maratona da 17 anni ha consigliato a me e mio fratello di farci fare i programmi dal nostro mitico Biagio Tocci che ci ha seguito passo passo mese dopo mese nei nostri allenamenti. Sin dal primo incontro, ci ha trasmesso subito una carica impressionante. Programmi che erano votati a 3 mesi di duro lavoro, il primo prettamente di costruzione, (ripetute in salita sia lunghe che brevi) con l’aggiunta del lungo domenicale, che andava a crescere man mano 21/23/25/28 km. Il secondo mese qualità e km, nel quale sia io che mio fratello ci siamo persi alcuni allenamenti importanti causa influenza e lavoro. Infine l'ultima parte del programma i lunghi che ti permettono di correre poi la maratona quelli di 28/32/34 km e gli ultimi lavori intensi 3x5000 e 2x7000 e poi un buono scarico in vista dei 42.195 km finali. Nota dolente purtroppo un infiammazione al menisco a meno di 30 giorni dalla gara, che ha rallentato la mia preparazione e mi ha costretto a 6 infiltrazioni. Ma sopratutto ho dovuto affrontare il lunghissimo di 34 km con una sola gamba, compensando fisiologicamente con l’altra,  provocando una sorta di borsite nei pressi del tensore della fascia lata. Cosa fare? Facile a casa Sardo, si va avanti, non si molla, troppo facile dire la maratona la farò un'altra volta. Si stringono i denti, si lascia sfiammare qualche giorno, si trovano allenamenti alternativi per non perdere tono muscolare (2h di spinbike al giorno giusto per far girare le gambe) e il gioco è fatto. I fastidi vari purtroppo non mi hanno abbandonato del tutto, ma forse peggio apparivano ogni tanto. Nelle ultime settimane di allenamento si facevano sentire per qualche km poi sparivano per poi ricomparire all’improvviso. L’unica preoccupazione era che se durante la gara si manifestavano sin dall’inizio potevano diventare un problema e ciò sinceramente spaventava più Biagio, mio padre e miei famigliari. Ma la mia testa ricordava solo il motto dannunziano Donec at metam, (fino alla meta).

Sabato 18 febbraio 2017, Aeroporto di Fiumicino ore 5,30.

Inizia la nostra avventura, ma non siamo solo io e mio fratello Davide. Condividiamo questo viaggio con il nostro amico e “fratello” Marco e i componenti della sua squadra l’ Asd Lungo il Tevere. Anzi a dirla tutta siamo noi che ci siamo aggregati alla loro perfetta organizzazione di cui il “presidente” (Federico) ne va estremamente orgoglioso, curata nei minimi dettagli. Dai pasti pre-gara al pullmino che ci ha accompagnato alla maratona e che ci è venuto a riprendere e altri mille particolari di cui il “presidente” giustamente si vantava. Bellissima realtà sportiva la loro che nasce per gioco qualche anno fa che raggruppa amici che hanno la passione per la corsa e che ogni anno organizzano e preparano tutti insieme una maratona estera. Avevamo già avuto occasione di conoscerli durante i lunghi domenicali, una brigata di amici che tra una risata ed un'altra fanno un sano e caloroso gruppo podistico guidato da il loro pazzo allenatore che abita in Slovacchia e che li segue in tutte le loro maratone (p.s. ci sarebbe da scrivere un articolo intero sulla sua vita: Ironman e super Ironman, giocatore di hockey, maratoneta, fisioterapista, allenatore, preparatore atletico… chiamato da tutti “mister”). Arriviamo a Siviglia per le 9,30 ritiro pettorali, albergo pranzo in ristorante italiano per primo carico di carboidrati per fare il pieno alle riserve di glicogeno. Riposino pomeridiano. Doccia e cena pre-gara con tanto di menù richiesto dal “presidente” via mail alcuni mesi prima. Ritorno in albergo e briefing con il “mister” che ci aveva raggiunto prima della cena da Bratislava, dopo 24 ore di pullman (#eroe). Così ci raduniamo in una sala dell’ albergo, siamo in cerchio, luci soffuse, tutti in silenzio parla il “mister”. Da tanti consigli pratici sulla gara che ci aspetta all’indomani, una gara dove serve essere ben concentrati, presenti a se stessi, perché partire forte vuol dire bruciarsi a metà gara. Evitare accelerazioni per superare altri corridori (spreco di energie inutili), non zizzagare sul percorso, correre la prima metà gara non più veloce della seconda, arrivare al 25/30 km con la mente fresca e poi aumentare il ritmo e superare avversari vuol dire tanto morale. Se fosse una giornata calda bagnarsi le labbra e non bere troppa acqua ma sorseggiarla lentamente. Bagnarsi collo, viso e braccia nei momenti di fatica, fare lunghi respiri che arrivano direttamente ad ossigenare il cervello. Ragionare quando si è in difficoltà e porsi l’obiettivo di raggiungere 5 km in 5 km e non pensare mi mancano 16 km. Aiutarsi con le braccia in salita e accorciare il passo etc etc. Alcuni suggerimenti tra questi anche Biagio me li aveva ripetuti spesso, ma anche il mio caro amico Daniele o mio padre, altri letti dai più grandi maratoneti, ma sentirli tutti la sera prima della maratona mi sono serviti tantissimo (grazie “mister”). Stefan, questo il nome di questo pazzo di 58 anni che ne dimostra 40, fisico asciutto e con la sua faccia da matto gli ha permesso di fare numerose comparse in alcuni film italiani degli anni 2000, ha terminato il suo discorso indicando i ritmi che i suoi atleti dovevano seguire dividendoli in 2 gruppi uno troppo veloce per me, l’altro troppo lento. Quindi già sapevo che mi aspettavano 42 km all’ indomani completamente in solitaria. Terminiamo, saliamo in camera breve scambio di opinioni con mio fratello e ci mettiamo a dormire, senza troppa ansia, ma con l’adrenalina alle stelle.

La gara. Domenica 19 febbraio 2017, Siviglia ore 5,50.

Suona la sveglia scattiamo in piedi subito, tablet, musica elettronica in sottofondo (Skrillex live), carichissimi, bagno, colazione (tre fette di pane marmellata e miele più un bicchiere d’acqua). Si torna in stanza, nuovamente bagno, ci vestiamo. Ore 7,15 è ancora buio pullmino privato che ci porta alla partenza (grande “presidente”). A bordo risate e goliardia il mister ci dice che si farà trovare sul percorso su vari punti per incitarci. Arriviamo, pioviggina, ancora non si è fatto giorno e sono quasi le 8. Ci cambiamo, lasciamo lo zaino nella zona adibita e ci dirigiamo tutti insieme alla partenza. Si ride si scherza ma sicuramente lo facciamo per scrollarci di dosso un po’ di tensione. Sentiamo la voce dello speaker che annuncia il via dopo una camminata di avvicinamento di qualche centinaia di metri passiamo la fatidica linea nera che da il via alla nostra maratona, sono esattamente le ore 8,32. Facciamo i primi 600 metri insieme poi ci salutiamo. Sono molto concentrato, ho i paraocchi ed un unico obiettivo, mi ripeto dentro di me “Volontà è potenza!”. Il ginocchio mi da fastidio a tratti dal 4° km in poi, passo la mezza in 1h 59’, se voglio scendere sotto le 4h devo continuare così per altri 21 km, non è facile, accuso un po’ mentalmente. Dal 26° al 34° sento la stanchezza decido di fare il primo ristoro solo al 27° km, mi bagno il viso, prendo il carbongel e sorseggio lentamente l’acqua, riparto. Dal 35 km mi sveglio improvvisamente ho una carica pazzesca, supero tantissima gente, il pubblico ai lati della strada incita tutti in maniera bestiale, sembra la folla gremita delle salite del Giro D’Italia. “Animo! Animo!” (coraggio, coraggio) gridano gli spagnoli e ancora “Vamos! Vamos!”. Chilometro 36° Plaza de España, bellissima, affascinante ma percepisco il dolore al tensore della fascia lata… Stringo i denti si va avanti, non si molla anzi cambio passo aumento il ritmo (5’33” al 39°), nel frattempo tra la folla scorgo Stefan e gli urlo “dai mister! Dai mister!”. Mancano solo 3 km, ma fatico tanto sono poco lucido sento il ginocchio che mi fa male. Cammino. Respiro profondamente, riparto. Voglio bere, non ho acqua, vedo lo stadio manca poco, km 41° sento una voce provenire dalla mia sinistra, dal ciglio della strada è un atleta che ha già finito la maratona e sta tornado indietro a piedi mi urla “forza Lazio”, gli rispondo “grande!! Dai Lazio dai!”. Alzo la testa china dalla stanchezza, tiro fuori il petto cerco di aiutarmi con le braccia, mi ripeto “dai manca poco!”. Cerco con lo sguardo il gonfiabile nero posto prima del sottopasso che porta dentro lo stadio, lo vedo faccio la discesa e mi ritrovo in un istante sul tartan della pista, rettilineo, curva a sinistra, rettilineo finale. Bacio la fede e alzo il braccio sotto la linea del traguardo. Stranamente non sono emozionato, non mi sembra vero che ora posso solo camminare prendo la medaglia e lo sguardo si posa sull’ orologio che avevo in precedenza stoppato. 4h 13’ 44” Da una parte sono rammaricato perché non sono andato sotto le 4h come volevo, dall’ altra ho portato a termine la mia prima maratona. E come dicono tutti la prima la devi finire per capire di che cosa si tratta e non hanno tutti i torti. Mi cambio chiamo mia moglie che è più contenta di me, sa quanto ho fatto perché ha seguito la mia gara passo passo sull’ applicazione della maratona che la informava ogni 5 km. Apprendo che mio fratello purtroppo non è andato benissimo e che non è riuscito a fare il personale. Gli altri invece hanno fatto quasi tutti il PB. Ci avviamo verso il pulmino che ancora non è arrivato e decidiamo di aspettare gli altri del gruppo più lento bevendoci una birra fresca e chiacchierando un po’. Chiamo a casa, scrivo a Biagio, a Daniele Di Stefano e a Paolo Natalini ed già ora di tornare in albergo. Nel pomeriggio ci si riposa, si scherza, si beve e si reintegrano (non tutte) le 3200 calorie bruciate. E’ tempo di pensare già alla prossima maratona, perché per quanto non sia stata nella mia testa in questi 4 anni, ho fortemente voglia di confrontarmi nuovamente con me stesso su questa distanza. Firenze a novembre? O direttamente in primavera del prossimo anno? Questo non ve lo so dire, ma sicuramente non è l’ultima che di certo farò. Un ringraziamento particolare a tutti gli atleti dell’ Asd Lungo il Tevere (in particolare Federico e Thomas) e al grande Stefan il “mister”. A Biagio Tocci in nostro fantastico coach. Alla SS Lazio Atletica Leggera che rappresenta una delle più grandi realtà del panorama podistico nazionale e di cui vado estremamente fiero portare i colori in giro per l’ Europa. Un forte abbraccio alla mia famiglia in particolare a mio padre che ha trasmesso a me e mio fratello l’amore per questo sport, senza dimenticare mia madre che comprende le nostre fatiche e in fine a mia moglie Giorgia che mi supporta e sopporta tutti i santi giorni.

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Banca d'Italia, 5 febbraio 2017
Due Atleti della S.S. Lazio Atletica Leggera si sono presentati ai nastri di partenza del 43° Trofeo Cross Interbancario...
Già un'ora prima del "via" i nostri baldi atleti si sono distinti, varcando con un ottimo tempo l'ingresso vigilato dalla sorveglianza dell'impianto; infatti, i "beep" non erano quelli scanditi dai polar o garmin bensì dai metal detector...
Il giovane e promettente Valerio Schedi ed il master Marco Giovannucci si accingevano così ad affrontare l'impervio percorso di 6.600 metri, tracciato all'interno del centro sportivo della Banca d'Italia.
Gara dura ed ostica, quelle da fare tutte d'un fiato, in apnea; e così allo "start" partenza a bomba delle due aquile. Il prode scudiero Marco Giovannucci è riuscito a scortare per ben 3-400 metri Valerio Schedi, dopodichè quest'ultimo ha fatto la sua gara arrivando 5° assoluto con il tempo di 24' 05'' mentre "poco dopo" arrivava l'aquila senior con il tempo di 29' netti classificandosi con un onorevole 36° posto su 160 partenti.
Tra il pubblico la sosia della Littizzetto che dichiarava..."Ti amo bancario"!
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5 febbraio...Napoli City Half Marathon...era un pò di tempo che mi intrigava questa gara...si dice che correre in una città ti permette di conoscere veramente quella città...io già amavo Napoli prima...oggi la amo ancor di più.
Insieme al mio amico Alexander abbiamo organizzato questa trasferta nell'ultimo mese ed ecco che in poco tempo è arrivato sabato 4 febbraio, giorno della partenza. Decidiamo di andare in macchina per essere più liberi. Il viaggio di andata come al solito passa tra progetti e tattiche di gara e su possibili altre trasferte.
Arrivati a Napoli, dopo aver posato le valigie in hotel, andiamo subito a prendere i pettorali. È la Mostra d'Oltremare...lì dove il giorno dopo ci sarebbe stata partenza e arrivo...la zona è Fuorigrotta, vicino lo stadio San Paolo.
La mattina dopo ci viene a trovare anche un altro nostro amico della Lazio Atletica, Roberto in vacanza con i genitori e desideroso comunque di farsi una corsetta per Napoli, decide quindi di partire con noi.
15 gradi, nuvoloso senza pioggia e vento...perfetto per correre!
Ci siamo ore 8:30 lo start...solo qualche minuto di ritardo. Partiamo tutti e tre intorno ai 4:20 a km e dopo 1 km e mezzo ecco la galleria di Posillipo tutta in discesa fino ad uscire a Mergellina...dopo una curva a destra spunta il Golfo di Napoli. Purtroppo a causa delle nuvole basse non possiamo ammirarlo in tutto il suo spettacolo mancando della vista del Vesuvio. A questo punto Roberto aumenta il passo e ci lascia. Imbocchiamo la famosa Via Caracciolo...il lungomare per chi non è esperto di Napoli fino ad arrivare al Castel dell'Ovo. La sera prima avevamo studiato il percorso rendendoci conto delle tante salite che hanno poi reso questo tracciato molto impegnativo.
Ed infatti ecco che passato il Castello la strada comincia a salire fino a Piazza del Plebiscito che ci appare in tutta la sua bellezza. Ma dopo 4 km di pianura ecco la vera salita...Via Duomo! Dura è dir poco. Sapevo già che non avrei potuto fare un ottimo tempo perché avevo avuto una settimana travagliata ma quando ho imboccato Via Duomo ho dovuto cercare tutta la concentrazione possibile per mantenere il mio passo. Qui decido di lasciar andare Alex che era davanti a me di qualche decina di metri...dovevo assolutamente proseguire del mio passo. Dopo una leggera discesa ecco un'altra salita! Una mezzamaratona veramente dura. È di nuovo Piazza del Plebiscito a farmi ritornare in me e a farmi riprendere un pò di velocità.
A proposito devo dire che il pubblico di Napoli è stato splendido...molti incitamenti ed anche un paio di Forza Lazio in chiaro dialetto napoletano! Ripreso il lungomare mi ricordo che al 17 km avremmo ripercorso il traforo di Posillipo al contrario, questa volta 1,5 km di salita! Decido quindi di non accelerare sul lungomare, non mi fidavo di me stesso questa volta...quando si corre bisogna saper ascoltare il proprio corpo. Rientrati a Fuorigrotta, gli ultimi 2 km nella Mostra d'Oltremare con un piccolo attacco di fame, chiudo in 1 ora, 37 minuti e 22 secondi. 2 minuti e 23 secondi sopra il mio personale ma considerando il percorso e la mia non perfetta condizione sono soddisfatto. Quando ottengo ottimi tempi sono sicuramente soddisfatto ma è quando arrivo al traguardo in evidenti difficoltà che mi emoziono...perché solo chi corre sa le difficoltà che affrontiamo in gara e solo superando queste difficoltà che l'auto stima in noi aumenta!
Dopo un ottimo pranzo a base di pesce a Pozzuoli si torna a casa in presa diretta con l'Adriatico di Pescara dove la nostra Lazio (questa volta calcio) era di scena.
Infine un desiderio...Sarebbe bello il prossimo anno organizzare a Napoli con molti più atleti della SS Lazio Atletica Leggera!

La Lazio ce l’ho nel sangue, come l’atletica.

Sono cresciuto tra allenamenti al parco, in pista e dovunque si potesse correre e la domenica allo stadio; in curva nord quando la Lazio giocava in casa, spesso in giro per l’italia quando giocava in trasferta.

La Corsa di Miguel, una “classica” meravigliosa che ho sempre amato, nasce in una data importante per il mondo Lazio; il 9 gennaio 2000, centesimo compleanno della SS LAZIO. Fu ideata per ricordare Miguel Sanchez, podista e poeta argentino che, il 9 gennaio 1978, venne rapito da un commando paramilitare, diventando uno dei quasi 30.000 desaparecidos vittime della dittatura.  Non poteva duque essere occasione migliore per il mio debutto con l’aquila sul petto. Gia’ perche’, pur avendo consumato le suole di tante scarpe da running e cambiato tante societa’, solo ora, all’eta’ di 50 anni, sono entrato a far parte del meraviglioso mondo della Polisportiva piu’ antica e grande d’Europa, la Societa’ Sportiva Lazio, nella sezione Atletica Leggera.

157b0d27 963b 496b a287 d8147ace2801Domenica mattina, elettrizzato dalla gioia, mi sono alzato all’alba, raggiungendo il gofiabile della SS LAZIO Atletica Leggera allestito  da Biagio Tocci e dagli altri volenterosi, allo Stadio dei Marmi (da pochi anni dedicato al grande velocista Pietro Mennea, un vero mito per me che correvo i 100 ed i 200 metri) prima delle 08:00. Saluti calorosi da “gente laziale”, mi cambio e poi via, a raggiungere amici e colleghi che con me, ripetendo una esperienza meravigliosa gia’ provata nel 2016, hanno deciso di correre questa bellissima gara insieme a dei ragazzi speciali.

Marcolino (come affettuosamente lo chiamiamo), non ha la fortuna di poter correre da solo come facciamo tutti abitualmente e noi abbiamo voluto aiutarlo a realizzare il suo desiderio di farlo, percorrendo i 10 Km che si snodano tra gli scenari incantevoli del lungotevere intorno a Ponte Milvio ed al Foro Italico, spingendo la Joelette (una speciale carrozzella a ruota unica, che permette la pratica di gite o corse, ad ogni persona a mobilità ridotta)  su cui lui e’ seduto. Con l’aiuto degli splendidi ragazzi della SOD Italia, societa’ senza fini di lucro nata per aiutare i ragazzi affetti da la Displasia Setto Ottica e le loro famiglie, armati di tanta voglia di divertirci e di poter regalare a Marco una piccola gioia, ci siamo alternati a spingere ed a sudare tutti insieme, cantando ed incitandolo per tutto il tempo.

c97a95b1 5832 4042 b640 5e07f9e4576bCorrere per Marco oltre che per noi, ci dava ancor piu’ energia, ed altrettanta ce ne regalavano quanti, atleti e spettatori, al nostro passaggio applaudivano e ci incitavano. Entrare allo stadio olimpico, percorrere gli ultimi metri sulla pista che fu di Berruti nelle olimpiadi del 1960, ma anche di Carl Lewis, Panetta, Edwin Moses e Merlene Ottey nei piu’ recenti mondiali del 1987, e’ stato il compimento di una gara che regala emozioni ad ogni metro, ma la gioia piu’ grande e’ arrivata dal sorriso di Marco, felice per aver varcato anche quest’anno il traguardo di quella corsa che a noi puo’ sembrare poca cosa, ma che per lui equivale ad una grande impresa.