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2018 DivisaUfficiale

TESSERAMENTI 2018

È aperta la campagna tesseramenti con la S.S. Lazio Atletica Leggera 2018!

Nuovo o Rinnovo  € 90.00
   
 Pagamento:  Bonifico: IBAN IT28F0311139242000000092571 
 Causale:  Tesseramento 2018 Nome Cognome
 Beneficiario  S.S. Lazio Atletica Leggera
  • 1° TESSERAMENTO
  • Riservato ai nuovi tesserati ed a chi nel 2017 non era tesserato con altre società
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • RINNOVO ANNUALE
  • Riservato a chi nel 2017 era già tesserato con la S.S. Lazio Atletica Leggera
  • € 90
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • Tasse FIDAL incluse
  • ISCRIVITI
  • TRASFERIMENTI
  • Riservato a chi nel corso del 2017 era già tesserato con altre società
  • € 90 *
  • La quota comprende il tesseramento FIDAL per il 2018 ed il completino ufficiale Macron "aquila stilizzata" realizzato in partnership con la S.S. Lazio
  • * oltre la tassa FIDAL di trasferimento
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Paris 9 aprile 2017

la mia quinta maratona; Sono poche rispetto al numero di quelli che sento nello spogliatoio del Paolo Rosi, ma iniziano ad essere un bel numero rispetto a quelli che hanno timore verso questa magnifica distanza

La seconda all'estero; la precedente è stata in Austria (Wien)

Semplicemente meravigliosa anzi come dicono loro per incitare, sin dal primo chilometro, "superb"

Percorso sempre centrale; strade che non sono strade ma autostrale (i classici boulevard), partecipazione modello torcida maranera lungo tutti i 42 chilometri; tracciato di gara (con pochissime curve) che si snoda dal centro verso est e da lì verso ovest per tornare verso il centro per l'arrivo appena passato l'Arc de Triomphe; gli estremi (Est & Ovest) sono all'interno di due immensi parchi (Bois de Vincennes e Bois de Boulogne); al 29.mo chilometro impomente la torre ferramentistica dell'Eiffel, classico simbolo cittadino, che come un implacabile Giudice è lì per dirti "amico mio, manca poco... allez allez", oppure "amico mio, mandò vai, ne mancano 12 e tu sei già finito"; ristori perfetti con boccette d'acqua (da 250 ml che meraviglia) a iosa in un numero spropositato; pronte stappate ma con il tappo solo appoggiato; ogni 5 km banane, arance, frutta secca, crostate e ciambellone. Insomma altamente raccomandata

Ottimo pure sia l'Expo per rititare i pettorali e sia il deposito bagagli; ...dimenticavo Maratona targata Asics; quindi zainetto funzionalissimo (oltre Tshirt Finisher e medaglia) per il deposito borse. Ma che accettava tutto (bastava applicare l'apposito talloncino): buste, zainetti personali ed anche bagagli medio grandi; insomma non la rigorosità (per non dire altro) dei camion Bartolini

La stanza che avevo prenotato era in zona partenza/arrivo (che tra loro distanziano 1000mt; la prima su Champs Elysée appena dopo l'Arc de Triomphe l'altro il secondo appena passato sul Boulevard opposto alla rotatoria). Dopo aver terminato, fatto la doccia e mangiato sono tornato a vedere la linea di arrivo, perché sentivo musica alta. Pensavo che fosse il pasta party (anche se ricordavo fosse all'Expo dove si ritirvano i pettorali).... invece no; era ancora il pubblico numeroso che era presente per festeggiare quelli che arrivavano con il tempo di 7 ore e 45 minuti. Festa, chiasso e tamburi per loro.

Veramente sono rimasto basito; mai visto tanto rispetto e tanta sportività

Mi dispice per i tanti amici che domenica scorsa hanno corso la Maratona di Roma per il tempo infausto; oggi giornata qui spettacolare; sole e caldo. Al limite del troppo. Al ventesimo chilometro ero zuppo

Ma davvero non posso dire che ho patito la calura; l'aria è diventata calda solo verso dopo le 11,30; prima si respirava benissimo

In effetti sono stato molto concentrato e determinato;

Ho passato una settimana in cui i nervi mi sono andati sulle montagne russe; più che nervi è proprio quella sensazione in cui il lunedì ti senti impreparato, il giorno dopo ti senti che le gmbe in ogni caso girano bene, il mercoledì pensi "se però quella domenica avessi fatto quei 4 km in più..... forse era meglio" opure "se oltre agli 3 cinquemila facevo pure 5 tremila...era meglio", il giovedì "sticazzi meglio dell'ultima faccio di sicuro"

Insomma le montagne russe della tensione; mettici pure il martedì con il derby ed il derby allo stadio in Distinti e quindi in piedi;..... in piedi a strillare ed innervosirsi per le infamità avversarie per 100 minuti"

Al decimo chilometro in virtù di questo mi sono detto; la capoccia oggi farà la differenza: o al trentesimo mi fa vedere i fantasmi o al tentesimo mi spinge a spiegare le ali come Olympia

...ed ho osato

treoreventiseiminuti&cinquantaduesecondi cazzo

Lo avevo programmato sì è vero, ma chi c'è sperava

7 minuti in meno dell'ultima maratona (novembre scorso)

6 minuti in meno del tempo personale

E felicità tanta felicità

Au Revoir
Paris prima o poi

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Spettacolo, tutto inizia a settembre, mi iscrivo perché  è l'ultimo giorno per pagare di meno, tanto la faccio la gara e quest anno mi serve da "scaricare", un estate rovente in tutti i sensi. Arrivo a fine ottobre e mentre preparo la Spartan 21km di Taranto, una "pilota di formula 1" con la macchina decide di investirmi, rimedio la frattura di un piede di un gomito e due costole incrinate. Stringo i denti, rinuncio alla Spartan, ma la Roma Ostia no, la devo fare, fisioterapia a "mazzetta" e finalmente a metà febbraio si ricomincia a correre, che spettacolo, allenamento allenamento e allenamento... Arrivo così alla nottata della gara, riesco a dormire, sveglia colazione e salgo in macchina, arrivo alla Farnesina, aspetto il nostro pullman, il primo che incontro e il nostro Capitano, Fabrizio, ci abbracciamo saluti, strette di mano con gli altri, chiacchiere e racconti. Arriviamo al "Palaeur", incontro amici, colleghi, risate, quanto mi mancavano. Guardo l'orologio, entro in griglia e attendo, non sento dolori , sto bene, ore 9:22 si parte! Non penso più a niente mi godo lo spettacolo e vado, i primi chilometri volano, scappellotti con gli amici, battute a tema, sfottò sul derby, e risate tante. Arriva la salita  dell'axa, la conosco non mi frega, lo so che è a tranello, l'ho detto a tutti, state attenti all'axa che "ce vole frega'", al decimo chilometro il piede comincia a fare i capricci, mi dico ma come? Fino ad ora niente e adesso "se mette a fa i capricci"? Rallento, va un pochino meglio, scendo a 5 minuti a km, mi riprendo, dopo la salita c'è sempre la discesa, ma dura poco, il dolore al piede riprende, stringo i denti mantengo i 5 a km, a tre chilometri dall arrivo voglio rallentare, poi sento una voce, mi dice "dai Roberto, hai bisogno di una spinta" è il nostro Capitano, che come tale, mi ridà la voglia di finire, riprendo lo seguo, mi accodo e arrivo alla rotonda, ancora un chilometro, dai dai dai!!! Faccio l'ultima curva, un tornante a sinistra, il piede mi implora di fermarmi, "ma a me non me ne frega niente" vedo uno che si ferma gli dico dai che siamo arrivati!!! Corri corri!!! Arrivo, ringrazio il cielo che mi ha dato le ali e mio fratello che è sempre nel mio cuore, ce l'ho fatta, L'Aquila sul petto e il dito verso l'alto, fiero e Laziale, questa è stata la mia Roma Ostia.

Rotterdam, 11-4-2017

Bellissima trasferta in terra Olandese per i nostri atleti maratoneti Maria Grazzia Bianchi e Giorgio Bizzarri.

Accompagnati dal vice presidente Giovanni Carrara hanno partecipato domenica 10-4-2017 alla Maratona internazionale di Rotterdam, una delle manifestazioni più prestigiose a livello mondiale.

Tutto organizzato alla perfezione, con arrivo ad Amsterdam, trasferimento in auto a Rotterdam non prima di avere fatto visita allo splendido parco Keukenhof, con ben 7 milioni di fiori da bulbo

Un fine settimana assolato, perfetto per correre.

Rotterdam vive la maratona come uno degli eventi più importanti dell’anno; una città piena di giovani che affollano bar e ristoranti, si muovono in bici su piste ciclabili mantenute alla perfezione. 

Dopo avere passato il sabato mattina al World Trade Center per le operazioni di ritiro dei pettorali, il resto del tempo è stato dedicato ad una bella passeggiata per Rotterdam e subito via per definire la strategia di gara.

image001Un percorso filante, molto tecnico con diverse curve e un paio di passaggi insidiosi sul bellissimo ponte Erasmusbrug soprannominato “Il Cigno”.

Domenica mattina, dopo la colazione di rito, pronti via verso la zona di partenza; ottima l’organizzazione della gara, che ha messo a disposizione dei nostri atleti una sala dedicata per cambio abiti e riscaldamento con annessa zona massaggi.

Maria Grazzia facendosi largo tra gli atleti africani, si piazzava davanti a tutti sulla linea di partenza e 10.00 in punto il colpo di cannone dava ufficialmente la partenza della gara con 

Accompagnata dalla lepre Giorgio Bizzarri, Maria Grazzia è partita come suo solito a mille, con i primi 5 km corsi sotto i 3.40 al km e passando ai 10 km in 37’09” 

Incitati da Giovanni Carrara che seguiva la gara a distanza ed in bicicletta, la nostra coppia di atleti transitava  alla mezza maratona in 1h 20’21”.

Uno spettacolo nello spettacolo: migliaia di appassionati, tutti rigorosamente giunti sul percorso in bici, si scatenava in un tifo indiavolato al passaggio dei maratoneti. 

Un leggero calo negli ultimi 10 km non ha consentito a Maria Grazzia di ritoccare il suo personale di 2.44.38.

Comunque sempre un’ottima prestazione che le è valsa l’11° posto assoluto in una Maratona classificata Gold Label dalla IAAF.

C’è da dire anche che malanni di stagione (raffreddori e influenza) hanno influito non poco negli ultimi giorni di preparazione.

Per la cronaca, la gara è stata vinta dall’atleta etiope Meskerem Assefa con il personale di 2.24.18 .

Per gli uomini si è imposto il keniota Marius Kimutai con il tempo di 2.06.04

Adesso Maria Grazzia è pronta per buttarsi a tutta forza nella maratona mondiale di Londra il 6 agosto 2017. Anche questa volta coloreremo di biancoceleste i cieli della capitale inglese.

Forza Lazio, forza ragazzi.

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Premessa.

Il mio "viaggio" per la maratona di Siviglia inizia esattamente il 13 novembre del 2016 con l'inizio della preparazione, si perché la maratona non può essere raccontata senza i 3 lunghi mesi precedenti alla gara. O ancor meglio non può essere raccontata senza descrivere le motivazioni che ti spingono a partecipare ad un simile evento. Premetto sono tante ma forse quella principale e' perché sin da bambino nella mia famiglia si parla di corsa 365 giorni l'anno. Mio padre corre da più di 30 anni ed ha trasmesso a me e mio fratello Davide questa sana malattia per l'atletica. Mio padre ha sempre avuto l' obiettivo di correre la maratona in 2 ore e 45 minuti, sbattendoci la testa tante volte ma non riuscendoci mai, ovviamente avendo tempi sul 10mila e sulla mezza che gli consentivano di correre la maratona a quei ritmi. Quindi sono cresciuto con il suo esempio, lo seguivo all’ acqua acetosa (attuale Paolo Rosi) in allenamento e quasi tutte le domeniche in gara, girando spesso l’ Italia in lungo e in largo. Prima conservavo tutti i suoi pettorali, ora conservo i miei perché da circa 4 anni ho iniziato a correre dopo 28 anni di poco sport e tanta tavola! Ma la corsa si sa o la inizi da giovanissimo a praticarla su un campo d'atletica o quando ti vengo i primi capelli bianchi (25/35 anni) o semplicemente in un momento della tua vita in cui cerchi un forte cambiamento. Non ho mai pensato di correre la maratona in questi 4 anni perché sono stato condizionato da un pensiero sbagliato che mi porto dietro sin da bambino, ovvero quello che se corri la maratona sotto le 3h, 3h 15 minuti sei un atleta valido, se la fai sopra questi tempi non vali nulla.... Non vi arrabbiate ve l' ho detto e' un errore grandissimo frutto solo di ricordi legati all'obiettivo che mio padre si era prefissato. A proposito di obiettivi, il mio nella corsa e' quello di scendere un solo secondo sotto i 40 minuti sul 10mila, lo so è una meta molto ambiziosa, il muro dei 4’ al km non e' facile superarlo, ma quello sarà il mio traguardo un giorno anche se mi mancano ancora 3 minuti e mezzo... Ma vado avanti giorno dopo giorno con estremo sacrificio e dedizione a perseguire i mio obiettivo. E allora perché ho scelto di fare la maratona?! Perché l'anno lasciato alle spalle mi ha regalato un bellissimo matrimonio, ma purtroppo anche 3/4 mesi discontinui di allenamenti, io che sono abituato ad allenarmi 6 volte a settimana (come mio padre...). Allora finita l'ebbrezza del viaggio di nozze ero in cerca di nuovi stimoli, in più ho notato che parecchie persone che hanno preparato una maratona hanno migliorato tantissimo le loro prestazioni sul 10mila, sia sulla mezza maratona. E allora perché non prepararne una? Facile anzi già sapevo che mio fratello Davide aveva in programma a febbraio Siviglia, quindi non ho detto niente a nessuno e i primi di novembre ho chiesto aiuto a mio padre per la preparazione. Saggiamente non correndo una maratona da 17 anni ha consigliato a me e mio fratello di farci fare i programmi dal nostro mitico Biagio Tocci che ci ha seguito passo passo mese dopo mese nei nostri allenamenti. Sin dal primo incontro, ci ha trasmesso subito una carica impressionante. Programmi che erano votati a 3 mesi di duro lavoro, il primo prettamente di costruzione, (ripetute in salita sia lunghe che brevi) con l’aggiunta del lungo domenicale, che andava a crescere man mano 21/23/25/28 km. Il secondo mese qualità e km, nel quale sia io che mio fratello ci siamo persi alcuni allenamenti importanti causa influenza e lavoro. Infine l'ultima parte del programma i lunghi che ti permettono di correre poi la maratona quelli di 28/32/34 km e gli ultimi lavori intensi 3x5000 e 2x7000 e poi un buono scarico in vista dei 42.195 km finali. Nota dolente purtroppo un infiammazione al menisco a meno di 30 giorni dalla gara, che ha rallentato la mia preparazione e mi ha costretto a 6 infiltrazioni. Ma sopratutto ho dovuto affrontare il lunghissimo di 34 km con una sola gamba, compensando fisiologicamente con l’altra,  provocando una sorta di borsite nei pressi del tensore della fascia lata. Cosa fare? Facile a casa Sardo, si va avanti, non si molla, troppo facile dire la maratona la farò un'altra volta. Si stringono i denti, si lascia sfiammare qualche giorno, si trovano allenamenti alternativi per non perdere tono muscolare (2h di spinbike al giorno giusto per far girare le gambe) e il gioco è fatto. I fastidi vari purtroppo non mi hanno abbandonato del tutto, ma forse peggio apparivano ogni tanto. Nelle ultime settimane di allenamento si facevano sentire per qualche km poi sparivano per poi ricomparire all’improvviso. L’unica preoccupazione era che se durante la gara si manifestavano sin dall’inizio potevano diventare un problema e ciò sinceramente spaventava più Biagio, mio padre e miei famigliari. Ma la mia testa ricordava solo il motto dannunziano Donec at metam, (fino alla meta).

Sabato 18 febbraio 2017, Aeroporto di Fiumicino ore 5,30.

Inizia la nostra avventura, ma non siamo solo io e mio fratello Davide. Condividiamo questo viaggio con il nostro amico e “fratello” Marco e i componenti della sua squadra l’ Asd Lungo il Tevere. Anzi a dirla tutta siamo noi che ci siamo aggregati alla loro perfetta organizzazione di cui il “presidente” (Federico) ne va estremamente orgoglioso, curata nei minimi dettagli. Dai pasti pre-gara al pullmino che ci ha accompagnato alla maratona e che ci è venuto a riprendere e altri mille particolari di cui il “presidente” giustamente si vantava. Bellissima realtà sportiva la loro che nasce per gioco qualche anno fa che raggruppa amici che hanno la passione per la corsa e che ogni anno organizzano e preparano tutti insieme una maratona estera. Avevamo già avuto occasione di conoscerli durante i lunghi domenicali, una brigata di amici che tra una risata ed un'altra fanno un sano e caloroso gruppo podistico guidato da il loro pazzo allenatore che abita in Slovacchia e che li segue in tutte le loro maratone (p.s. ci sarebbe da scrivere un articolo intero sulla sua vita: Ironman e super Ironman, giocatore di hockey, maratoneta, fisioterapista, allenatore, preparatore atletico… chiamato da tutti “mister”). Arriviamo a Siviglia per le 9,30 ritiro pettorali, albergo pranzo in ristorante italiano per primo carico di carboidrati per fare il pieno alle riserve di glicogeno. Riposino pomeridiano. Doccia e cena pre-gara con tanto di menù richiesto dal “presidente” via mail alcuni mesi prima. Ritorno in albergo e briefing con il “mister” che ci aveva raggiunto prima della cena da Bratislava, dopo 24 ore di pullman (#eroe). Così ci raduniamo in una sala dell’ albergo, siamo in cerchio, luci soffuse, tutti in silenzio parla il “mister”. Da tanti consigli pratici sulla gara che ci aspetta all’indomani, una gara dove serve essere ben concentrati, presenti a se stessi, perché partire forte vuol dire bruciarsi a metà gara. Evitare accelerazioni per superare altri corridori (spreco di energie inutili), non zizzagare sul percorso, correre la prima metà gara non più veloce della seconda, arrivare al 25/30 km con la mente fresca e poi aumentare il ritmo e superare avversari vuol dire tanto morale. Se fosse una giornata calda bagnarsi le labbra e non bere troppa acqua ma sorseggiarla lentamente. Bagnarsi collo, viso e braccia nei momenti di fatica, fare lunghi respiri che arrivano direttamente ad ossigenare il cervello. Ragionare quando si è in difficoltà e porsi l’obiettivo di raggiungere 5 km in 5 km e non pensare mi mancano 16 km. Aiutarsi con le braccia in salita e accorciare il passo etc etc. Alcuni suggerimenti tra questi anche Biagio me li aveva ripetuti spesso, ma anche il mio caro amico Daniele o mio padre, altri letti dai più grandi maratoneti, ma sentirli tutti la sera prima della maratona mi sono serviti tantissimo (grazie “mister”). Stefan, questo il nome di questo pazzo di 58 anni che ne dimostra 40, fisico asciutto e con la sua faccia da matto gli ha permesso di fare numerose comparse in alcuni film italiani degli anni 2000, ha terminato il suo discorso indicando i ritmi che i suoi atleti dovevano seguire dividendoli in 2 gruppi uno troppo veloce per me, l’altro troppo lento. Quindi già sapevo che mi aspettavano 42 km all’ indomani completamente in solitaria. Terminiamo, saliamo in camera breve scambio di opinioni con mio fratello e ci mettiamo a dormire, senza troppa ansia, ma con l’adrenalina alle stelle.

La gara. Domenica 19 febbraio 2017, Siviglia ore 5,50.

Suona la sveglia scattiamo in piedi subito, tablet, musica elettronica in sottofondo (Skrillex live), carichissimi, bagno, colazione (tre fette di pane marmellata e miele più un bicchiere d’acqua). Si torna in stanza, nuovamente bagno, ci vestiamo. Ore 7,15 è ancora buio pullmino privato che ci porta alla partenza (grande “presidente”). A bordo risate e goliardia il mister ci dice che si farà trovare sul percorso su vari punti per incitarci. Arriviamo, pioviggina, ancora non si è fatto giorno e sono quasi le 8. Ci cambiamo, lasciamo lo zaino nella zona adibita e ci dirigiamo tutti insieme alla partenza. Si ride si scherza ma sicuramente lo facciamo per scrollarci di dosso un po’ di tensione. Sentiamo la voce dello speaker che annuncia il via dopo una camminata di avvicinamento di qualche centinaia di metri passiamo la fatidica linea nera che da il via alla nostra maratona, sono esattamente le ore 8,32. Facciamo i primi 600 metri insieme poi ci salutiamo. Sono molto concentrato, ho i paraocchi ed un unico obiettivo, mi ripeto dentro di me “Volontà è potenza!”. Il ginocchio mi da fastidio a tratti dal 4° km in poi, passo la mezza in 1h 59’, se voglio scendere sotto le 4h devo continuare così per altri 21 km, non è facile, accuso un po’ mentalmente. Dal 26° al 34° sento la stanchezza decido di fare il primo ristoro solo al 27° km, mi bagno il viso, prendo il carbongel e sorseggio lentamente l’acqua, riparto. Dal 35 km mi sveglio improvvisamente ho una carica pazzesca, supero tantissima gente, il pubblico ai lati della strada incita tutti in maniera bestiale, sembra la folla gremita delle salite del Giro D’Italia. “Animo! Animo!” (coraggio, coraggio) gridano gli spagnoli e ancora “Vamos! Vamos!”. Chilometro 36° Plaza de España, bellissima, affascinante ma percepisco il dolore al tensore della fascia lata… Stringo i denti si va avanti, non si molla anzi cambio passo aumento il ritmo (5’33” al 39°), nel frattempo tra la folla scorgo Stefan e gli urlo “dai mister! Dai mister!”. Mancano solo 3 km, ma fatico tanto sono poco lucido sento il ginocchio che mi fa male. Cammino. Respiro profondamente, riparto. Voglio bere, non ho acqua, vedo lo stadio manca poco, km 41° sento una voce provenire dalla mia sinistra, dal ciglio della strada è un atleta che ha già finito la maratona e sta tornado indietro a piedi mi urla “forza Lazio”, gli rispondo “grande!! Dai Lazio dai!”. Alzo la testa china dalla stanchezza, tiro fuori il petto cerco di aiutarmi con le braccia, mi ripeto “dai manca poco!”. Cerco con lo sguardo il gonfiabile nero posto prima del sottopasso che porta dentro lo stadio, lo vedo faccio la discesa e mi ritrovo in un istante sul tartan della pista, rettilineo, curva a sinistra, rettilineo finale. Bacio la fede e alzo il braccio sotto la linea del traguardo. Stranamente non sono emozionato, non mi sembra vero che ora posso solo camminare prendo la medaglia e lo sguardo si posa sull’ orologio che avevo in precedenza stoppato. 4h 13’ 44” Da una parte sono rammaricato perché non sono andato sotto le 4h come volevo, dall’ altra ho portato a termine la mia prima maratona. E come dicono tutti la prima la devi finire per capire di che cosa si tratta e non hanno tutti i torti. Mi cambio chiamo mia moglie che è più contenta di me, sa quanto ho fatto perché ha seguito la mia gara passo passo sull’ applicazione della maratona che la informava ogni 5 km. Apprendo che mio fratello purtroppo non è andato benissimo e che non è riuscito a fare il personale. Gli altri invece hanno fatto quasi tutti il PB. Ci avviamo verso il pulmino che ancora non è arrivato e decidiamo di aspettare gli altri del gruppo più lento bevendoci una birra fresca e chiacchierando un po’. Chiamo a casa, scrivo a Biagio, a Daniele Di Stefano e a Paolo Natalini ed già ora di tornare in albergo. Nel pomeriggio ci si riposa, si scherza, si beve e si reintegrano (non tutte) le 3200 calorie bruciate. E’ tempo di pensare già alla prossima maratona, perché per quanto non sia stata nella mia testa in questi 4 anni, ho fortemente voglia di confrontarmi nuovamente con me stesso su questa distanza. Firenze a novembre? O direttamente in primavera del prossimo anno? Questo non ve lo so dire, ma sicuramente non è l’ultima che di certo farò. Un ringraziamento particolare a tutti gli atleti dell’ Asd Lungo il Tevere (in particolare Federico e Thomas) e al grande Stefan il “mister”. A Biagio Tocci in nostro fantastico coach. Alla SS Lazio Atletica Leggera che rappresenta una delle più grandi realtà del panorama podistico nazionale e di cui vado estremamente fiero portare i colori in giro per l’ Europa. Un forte abbraccio alla mia famiglia in particolare a mio padre che ha trasmesso a me e mio fratello l’amore per questo sport, senza dimenticare mia madre che comprende le nostre fatiche e in fine a mia moglie Giorgia che mi supporta e sopporta tutti i santi giorni.

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